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Viola-Pippo, la partita di Hugo

"Ho trascorso anni fantastici a Reggio Calabria"

REGGIO CALABRIA – La partita di Hugo. Si possono cercare mille definizioni per Viola - Milano, questa sera al “Pentimele” alle 18.15, ma la più vera è quella della «partita di Sconochini». Viola-Milano avrà tanti significati, una partita dal fascino immenso che fa riaffiorare in mente ricordi dolci come solo le vittorie sanno essere. «Ogni volta che devo giocare contro la Viola, per me è come giocare contro un pezzo del mio passato». Lo dice Hugo e si capisce che non sta bluffando: «Ho passato anni fantastici in riva allo Stretto. Anni indimenticabili. C'erano i compagni giusti, la gente giusta, tanto divertimento e tanto lavoro. Ricordo ancora oggi con grande affetto Gaetano Gebbia e Gianni Tripodi, ma anche il dottor Amato e il presidente Scambia. E poi come si fanno a dimenticare i ragazzi della juniores? Erano tutti fantastici, non solo come giocatori ma anche sotto il profilo umano. Eravamo davvero un bel gruppo... Mi sono divertito un mondo. Reggio e la Viola sono state importantissime per la mia crescita. Sono stato fortunato a cominciare la mia carriera europea proprio nella Viola. Ho trovato le condizioni ideali per crescere e sviluppare il mio talento. È stato un trampolino eccezionale per la mia carriera». Hugo dice queste cose tutte d'un fiato, poi fa una piccola pausa e aggiunge: «Eh sì, giocare al “Pentimele” per me non è mai una partita normale. Ricordo gli applausi della gente, l'incitamento della curva, grandi campioni come Volkov e Garrett. E ricordo come se fosse ieri la prima volta che sono venuto qui a giocare da avversario... Ho ricevuto un'accoglienza favolosa. Da far venire la pelle d'oca. È sempre bello tornare». Ma nello sport, come nella vita, è sempre bello lasciarsi cullare dai ricordi. Poi, però, arriva un momento in cui (in questo caso non appena gli arbitri alzeranno la prima contesa dell'incontro) il presente scaccia via tutti i (dolci) fantasmi del passato. E allora si deve ancora parlare della partita. Hugo avvisa: «Noi vogliamo vincere perché sappiamo bene che una vittoria contro la Viola ci darebbe praticamente l'accesso a uno dei primi otto posti con tutti i vantaggi che ne conseguono nel tabellone dei playoff».
– Ma sapete bene che non sarà facile... «Su questo non c'è nemmeno da discutere. La Viola è davvero una bella squadra. Una squadra allenata benissimo da un ottimo coach che sinora ha fatto un lavoro eccezionale. Ho visto giocare la Viola e devo dire che lo fa bene, con una difesa ferrea e un attacco equilibrato».
– Uno dei meriti di coach Lardo è proprio quello di aver fatto giocare la Viola come una vera squadra. «Il segreto è proprio questo. Se si riesce a far giocare un gruppo come una squadra vera, allora questo gruppo rende sempre di più. Perché la squadra riesce a supplire da sola alle carenze dei singoli. E la Viola proprio in questo ha il suo punto di forza. Io resto della convinzione che una squadra vera batte cinque campioni che giocano per il tabellino».
– In più oggi rientra un tiratore come J.J. Eubanks. «Mi fa piacere per i tifosi reggini, ma per noi il rientro di Eubanks sarà un problema in più. Lui è il punto di riferimento offensivo della squadra e, soprattutto quando la palla scotta tutti si affidano a lui».
– Rientra, però, dopo quasi due mesi di assenza... «Vedremo in campo se nel frattempo si sarà arrugginito un po'. Ma io non credo che questo sarà un fattore determinante. Quando uno sa tirare, di solito gli serve poco per essere in forma e dimostrarsi utile alla causa». E, in attesa, di scoprire in quali condizioni e quanto potrà essere importante il ritorno di J.J. Eubanks, coach Lino Lardo nell'immediata vigilia del match cerca di spiegare cosa la Viola dovrà fare per battere l'Olimpia Milano: «Innanzitutto avremo bisogno dell'aiuto del nostro pubblico che ci sa dare una carica in più. Poi dovremo affidarci alle nostre armi di sempre, cioè difesa arcigna e buon ritmo in attacco. Giocando al massimo delle nostre possibilità potremo provare a rendere dura la vita a Milano che ha un roster che fa spavento».
Piero Gaeta
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