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Rancik, slovacco volante sfida il bunker reggino

Se il basket fosse un concorso di bellezza, Martin Rancik si piazzerebbe costantemente sul podio. Fondamentali sopraffini distribuiti sui 205 centimetri di un fisico asciutto e due caviglie caricate a molla, due anni in biancorosso hanno appiccicato allo slovacco l´etichetta di attaccante esplosivo ma farfallone, e soprattutto quella di difensore più che alterno. Cavallo pazzo, dunque, bello ma ancora incompleto per essere giocatore vero.
Almeno fino a qualche settimana fa. Perché a furia di pochi sussurri e tante grida, la cura Caja sta lentamente trasformando Rancik da esteta dello svitamento in una delle ali forti più complete del campionato. «Sì, sto migliorando in tutti i fondamentali - spiega - con la maturità vengono tante cose. Tiro meglio, prendo decisioni migliori in attacco e riesco a essere più consistente anche in difesa e a rimbalzo. Merito di un gruppo così esperto, dal quale imparo tanto, e del coach. Caja è un po´ più duro di quelli che ho avuto, ma a volte so di aver bisogno di qualche strigliata».
Migliorato anche nel carattere, Rancik. Lo vedi nella disponibilità con compagni, nell´impegno con un italiano zoppicante ma volenteroso, nei sorrisi distribuiti alla curva. Altra pasta, rispetto al ragazzo appena uscito da Iowa State e calato in un gruppo, l´Adecco 2002, slegato e perdente. Ora lo slovacco, lui miglior realizzatore della squadra con 15,4 punti a partita, si propone perfino come uomo squadra. «Partire dalla panchina? Nessun problema, quando era Vanuzzo a farlo ero dispiaciuto per lui. La squadra ha bisogno di Manuel. I minuti da pivot? Sono un´ala, ma se il coach mi mette lì ci vado. Contro avversari più pesanti posso sfruttare la mia velocità». E il quinto posto attuale non è per nulla un punto di arrivo. «Sto già chiedendo informazioni su come saranno i playoff, ma prima possiamo migliorare il nostro quinto posto. Abbiamo gli scontri diretti con Roma e Siena, se loro calano... A noi, però, tocca confermarci a Reggio Calabria, una trasferta durissima».
Unico reduce del mezzo disastro dell´anno passato, Rancik è insieme il baby del gruppo e la memoria storica. «Quest´anno è lo spirito la prima differenza. La fame dei nostri 34enni, Naumoski, Coldebella e Niccolai, è uno stimolo per tutti. Io dico che già l´anno prossimo questa squadra potrà lottare per il vertice». I blabla del corridoio dicono che Martin ci sarà.
Quello di Reggio Calabria - oggi alle 18,15 - è il più classico degli scontri diretti in chiave play-off per la Pippo. Milano arriva dalla doppietta Livorno-Varese e recupera Simpkins per dare cambi e fiato alle sue guardie. La Viola è formazione molto simile alla Pippo, appiccicosa in difesa e amante del contropiede e per l´occasione recupera il suo bomber J.J.Eubanks, oltre 21 punti di media prima dell´infortunio. Sarà partita da canestri distillati.
Massimo Pisa
Fonte: La Repubblica
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