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Valter Scavolini: «Bisogna inventare nuove idee per il basket»

Valter Scavolini: «Bisogna inventare nuove idee per il basket»
VALTER SCAVOLINI ha festeggiato i suoi primi 50 anni... di cucine. Come si sente?

"Un bel traguardo, avevo 18 anni e quando ci ripenso mi chiedo: ma come avrò fatto? Oggi quando guardo i ragazzi di quell’età mi sembrano ancora dei bambini, ma noi eravamo più maturi perché chiamati prima a certe responsabilità lavorative".



Anche il tempo passato nel basket è tanto. In questo campo come va?

"E’ arrivata l’ora, dite? — sorride, un pò malinconico — Cercherò di tirare avanti ancora per un pò , ma gli anni passano".

Rattristato dalla scomparsa dell’ex patròn canturino Aldo Allievi ("una persona squisita con cui avevo un ottimo rapporto") e dall’addio di Benetton ("spero che ci ripensi, se dal basket esce una famiglia come la loro, allora chi può resistere?"), Scavolini ammette che non s’è ancora abituato a un ruolo di secondo piano.

"Ho passato un sabato nero: prima davanti alla tivù, con il volley sconfitto nelle Final Four, poi sono andato al palas a vedere il basket e abbiamo perso anche lì. Così ho passato una domenica tristissima, ripetendomi che ormai sto bene solo d’estate, quando non ci sono le partite! — dice —. Il fatto è che se arrivi ad alto livello poi non ti accontenti e vuoi vincere, ma quando sei sotto quel livello, alla sconfitta non ti abitui ugualmente".

Dopo il tonfo di Siena in Eurolega (-48), ci si chiede: ma qual è l’alto livello del nostro basket?

"Me lo sono chiesto anche io. Se uno volesse tornare a dire la sua in campo europeo, quanto bisogna investire? La verità è che bisogna assolutamente trovare qualcosa per far rivivere il nostro basket — è il suo invito —. E’ uno sport interessante, ancora il secondo dopo il calcio. Un tempo richiamava gente, oggi è in calo, forse sono finite le idee. Occorre che in Lega si inventino qualcosa per riaccendere l’entusiasmo del pubblico. Lo stesso che forse ha perso Benetton: se molla, non penso sia per i costi, è perché non si diverte più, non si riconosce più in questo mondo".

Quali progetti ci sono in ballo, invece, per la Scavolini Siviglia?

"Ci siamo incontrati proprio oggi (ieri per chi legge - ndr). La disponibilità sia di Bianchetti che di Testaguzzi, in linea di massima, mi sembra che ci sia. Ma sarò sincero: non ce la siamo sentiti di cominciare a pianificare, fare programmi e mettere le basi fino a che non avremo la certezza della salvezza. E’ vero che c’è chi sta peggio di noi in classifica, ma la matematica ancora non ci regala la sicurezza che ci serve. Occorre che la squadra faccia presto questi 4 punti, così da consentirci di progettare il nostro avvenire".

Un messaggio da recepire alla svelta da parte della truppa. Che ieri ha aggiunto a quelli già esistenti altri problemi fisici: dovrebbero essere comunque tutte situazioni risolvibili per la partita di Biella ma il lavoro in allenamento comunque ne risente.

Elisabetta Ferri
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