Intervista

Landi: 'Una vittoria cosi' ti costringe a non mollare'


Reggio Emilia campione d'Europa, di quello spicchio che ha racchiuso le 32 squadre che dallo scorso novembre sono andate campo con in palio la Fiba Eurochallenge. L'ha vinta la Pallacanestro Reggiana, l'unica a rappresentare l'Italia e l'ha fatto nel modo più degno, alzando al cielo del Paladozza quello stesso trofeo che una volta eleggeva la squadra regina della Coppa dei Campioni. Da quel tempo sono cambiati nomi ed organizzazioni, ma il gusto della vittoria è rimasto lo stesso. Figuriamoci quando è la prima. "Una festa autentica, ed è bello che sia avvenuto nella stagione in cui la Pallacanestro Reggiana celebra il suo quarantennale. E con tanta gente di Reggio venuta a Bologna" dice Stefano Landi, capitano di una delle aziende ancora vanto dell'Italia (la Landi Renzo S. p. A, specializzata nella produzione di impianti per motori a gas venduti nel mondo, sede a Cavriago) e patron dei canestri. Landi, la sua cartolina di questo successo. Di quelle che non troveremo nelle foto. "Soddisfazioni come queste fanno dimenticare quanto sia complesso fare sport in questo Paese. E spingono ad andare avanti. Assieme alla vittoria aggiungo il legame con i tifosi di Reggio. Che è una città di basket e se possibile, grazie allo staff ed a questi ragazzi, il legame si è fatto ancora più forte negli ultimi anni". Reggiano lei, il presidente (Ivan Paterlini), il manager (Alessandro Dalla Salda), l'allenatore (Massimiliano Menetti), lo sponsor (Grisson Bon, da Sant'Ilario d'Enza). Spesso nello sport professionistico si vanno a cercare managerialità esterne al mercato locale, ma qui il vostro territorio le ha prodotte in casa. "E' vero, è l'analisi di una favorevolissima coincidenza. Il territorio ha maturato a tutti i livelli quelle figure che danno vita al progetto della nostra società. Ma Menetti allena da tre anni a Reggio perché è bravo, non perché e reggiano...". In circa 7000 nelle due giornate di gara, da Reggio a Bologna: siete quelli degli esodi di massa, fenomeno sempre impattante sul piano mediatico. Ma ci fosse un palasport di livello, a Reggio, sarebbe meglio. "Lo sport professionistico vale il mondo del lavoro, o si va avanti o si va indietro. Non si può stare fermi. Il palasport di Reggio ci costringe a stare fermi". La vittoria in Eurochallege farà muovere le acque? "Ci faremo sentire con ancora più forza. E visto che ci sono le elezioni e la Giunta non sarà rinnovata cercheremo di avere dai nuovi eletti il via ai lavori. Abbiamo giocato al Paladozza di Bologna, impianto storico, bellissimo per il basket. In pieno, centro, ci si arriva a piedi. E' esattamente la stessa situazione di Reggio. Non chiediamo un impianto faraonico per l'Eurolega o per vincere lo scudetto. Ma solo un contenitore da 5000 posti. Fruibile, comodo, sicuro. Il progetto c'è". Cosa ricava un club, da questa vittoria? "Mi auguro più attenzione dagli sponsor. Ma torniamo al discorso dell'impianto, che ci penalizza. E' sempre pieno ed allora per aumentare gli introiti dovremmo aumentare i prezzi che non è mai la politica più popolare. Quel che possiamo offrire noi ai nostri partner è una società seria". L'idea di provarla a vincere, la Coppa, è nata dopo il successo sui turchi o era insita nello sforzo di dire "organizziamo ed allora magari la vinciamo"? "Vincere era un'idea più che strisciante, perseguita dallo staff e dai giocatori. Kaukenas è uno che ha giocato l'Eurochallenge con la stessa intensità dell'Eurolega. Ed ha trascinato il nostro mix di veterani e giovani, che inseguivano una vetrina importante". Torniamo al business: in un epoca nella quale si teme la propria ombra, avete coraggiosamente deciso di organizzare l'evento. Con la finale, il bilancio in attivo non è solo quello del trofeo vinto. "I conti non li abbiamo ancora fatti, ma l'idea che raggiungendo la finale si potesse difendere l'investimento c'era. Ieri sono venuti davvero in tanti. Però qualche premio ora va pagato...". Parliamo di MVP, perché ne state collezionando. Eurochallenge: Andrea Cinciarini. "Voleva ripartire dopo l'annata complessa a Cantù, gli abbiamo avanzato la nostra proposta. Ha fatto il pieno di energia in Nazionale, noi gli abbiamo offerto lo stesso ruolo di play titolare ed un ambiente a misura. E' un ragazzo che vuole vincere. Se rischiamo di perderlo? Cercheremo di dargli motivazioni forti per restare a Reggio". Amedeo Della Valle: classe 1993, MVP agli Europei Under 18 vinti con l'Italia. Da un mese ha firmato per cinque anni con voi. "Qui il contratto c'è. Ed il progetto per lui pure. Siamo contenti che abbia scelto la Reggiana per crescere, come in passato è riuscito a tanti". Federico Mussini: classe 1996, eletto sabato playmaker del quintetto ideale al torneo di Mannheim, sorta di Mondiale Under 18, vinto con l'Italia. "Lo seguono diversi college americani, ora lo conoscono davvero tutti. Molto presto parleremo con lui per capire cosa vuol fare. Magari gli ricordiamo che dal college Della Valle è venuto da noi. O cosa sta diventando Silins con lo spazio che gli abbiamo dato". Bellissima l'EuroChallenge. Ma in campionato i playoff non sono ancora al sicuro. "La vittoria in Coppa conta tanto, ma per noi fare i playoff resta tra gli obiettivi minimi della stagione. E li dobbiamo fare, spero da settimo piuttosto che da ottavo dove troveremmo Milano. Ma dobbiamo fare molta attenzione, perché il nostro finale di stagione non è banale con due trasferte e l'unica gara in casa contro Cantù. Mi auguro che la vittoria in Europa sia stimolo e non distragga".


Stefano Valenti

Fonte: Repubblica.it
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