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Il Premier Draghi ai ragazzi: “Da piccolo sognavo di diventare un bravo playmaker”

Il Presidente del Consiglio ospite di ‘Save The Children’ racconta la sua passione per la palla a spicchi

Il Premier Draghi ai ragazzi: “Da piccolo sognavo di diventare un bravo playmaker”

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi è stato ospite al Punto Luce di ‘Save The Children’ a Roma parlando ai giovani della sua carriera politica e della propria infanzia raccontando la sua passione per il basket: “Da piccolo, dagli 11 fino a 20-21 anni, mi sarebbe piaciuto essere un atleta, quello che mi piaceva di più era fare sport e possibilmente essere un bravo giocatore di pallacanestro", così il premier rispondendo alla domanda "cosa volevi fare da grande?".
Draghi ha ricordato così il suo sogno di fare il playmaker scherzando sulla sua altezza: "Immediatamente mi hai guardato le gambe — ha detto rivolto a uno dei ragazzi — e ti sei chiesto 'come potevi mai nella tua testa avere quella ambizione se sei così basso'? Faccio una premessa, all'epoca la mia altezza andava benino per certi ruoli come il play maker. È una delle tante cose che ho provato e non andata bene però mi sono divertito tantissimo nel frattempo".

Draghi si è appassionato al basket da giovanissimo, entrando a far parte della squadra giovanile dell’Istituto dei Padri Gesuiti “Massimiliano Massimo” di Roma che prese la denominazione “Ex Alunni Massimo”. Un suo compagno di squadra era Giancarlo Asteo, protagonista successivamente in Serie A nelle più importanti formazioni della capitale. Avversario dell’Ex Alunni Massimo era il “De Merode”, altro prestigioso collegio romano il cui presidente era Claudio Coccia, uno dei padri del basket italiano divenuto successivamente prima Presidente della FIP e poi commissioner della Lega Basket.

L’idolo cestistico di Mario Draghi era Bill Bradley, leggenda americana che giocò nel 1966 al Simmenthal Milano, conducendo i meneghini al successo nella Coppa dei Campioni. Dopo aver chiuso un illustre carriera di giocatore ai New York Knicks e aver vinto due titoli NBA, Bradley intraprese la carriera politica e divenne senatore democratico negli Stati Uniti.

Nel 2009, l’attuale Presidente del Consiglio ricevette il premio cestistico ‘La Retina d’oro’ per “la riconosciuta passione verso la pallacanestro che ne fa un importante ambasciatore di questo sport anche in virtù dei suoi trascorsi agonistici”.


L’interesse di Draghi verso il basket si era manifestato nei giorni scorsi anche con il caso ‘Tam Tam’, squadra campana di Castel Volturno composta da figli di immigrati nati in Italia ma privi di cittadinanza. E nell' incontro con il Presidente federale Petrucci (nella foto) Draghi aveva ha apprezzato l’apertura nei confronti della situazione relativa a questa vicenda, augurandosi che la FIP potesse incentivare ulteriori processi di integrazione, iniziative che lo sport è in grado di promuovere e diffondere con estrema efficacia.

La deroga della FIP consente ora alla squadra guidata dall’ex campione virtussino Massimo Antonelli di giocare il campionato Under 17 di Eccellenza: una decisione che potrebbe diventare il progetto pilota di una riforma nel settore giovanile con un’azione che abbracci tutti i settori giovanili, consentendo a tutti i ragazzi nati in Italia ma privi di cittadinanza di evitare i 4 anni di formazione per giocare da italiani.

“Sincero apprezzamento per questa decisione – aveva commentato Draghi - che concede tale deroga a una realtà nobile che fa dell’inclusione la sua missione, e per aver dimostrato, nell’occasione, grande sensibilità per i valori civili che trovano espressione anche e soprattutto nello sport”.

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