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Brooks: “A Venezia sto tornando ad essere il vero Jeff. De Raffaele mi ha rinvigorito”

L’ala dell’Umana Reyer si è concesso ad una lunga intervista per basketinside.com

Brooks: “A Venezia sto tornando ad essere il vero Jeff. De Raffaele mi ha rinvigorito”

Jeff Brooks è stato intervistato da Marco Muffatto su per basketinside.com parlando a tutto tondo della sua avventura veneziana e del rapporto con coach De Raffaele: “Walter mi ha rinvigorito, mi ha fatto ritrovare di nuovo me stesso, adesso ho un ruolo su entrambi i lati del campo. Qui mi sento molto più aggressivo rispetto a com’ero a Milano, ho più attitudine. Posso usare la mia voce con i compagni vista l’esperienza delle sei stagioni in Eurolega e dopo aver vinto in EuroCup. È divertente, mi piace e sono molto contento di essere qua. In questo sport giochi bene quando sei felice e se stai bene vuoi essere sul campo e sempre sul pezzo. A volte a Milano ‘non ero sul campo’, non ero il vero Jeff Brooks, ero l’ombra di me stesso, qui sento che giorno dopo giorno sto tornando quello di una volta, e questo è sicuramente anche merito di Walter”.

La stagione ora sembra aver preso una piega davvero positiva per l’Umana Reyer: “In Supercoppa eravamo partiti bene, ma stavamo ancora cercando di conoscerci l’un l’altro visto che sono arrivati 6 giocatori nuovi in un ambiente collaudato con un allenatore che ha un tipo di gioco e un tipo di sistema non proprio banale: sicuramente questo all’inizio l’abbiamo pagato. Abbiamo avuto tante difficoltà perché eravamo troppo discontinui all’interno della partita. Nelle ultime 3 settimane invece abbiamo fatto bene, giocato bene, difeso bene. Siamo cresciuti dal punto di vista della consistenza oltre che della conoscenza e della chimica di squadra”.

Infine, c’è spazio per una curiosità sul compagno più forte e il più sottovalutato avuti durante la carriera: “È dura… parto dal giocatore che secondo me è stato ‘underrated’ di cui la gente ne parla, ma forse non abbastanza, che è David Logan. David è un super professionista, ma è soprattutto un killer in campo. Ogni volta che è in campo è concentrato su cosa deve fare per aiutare la sua squadra, che sia segnare, difendere, creare giochi, qualsiasi cosa. Il miglior giocatore con cui ho giocato invece è Kyle Hines e non per le statistiche, non per il talento, ma per il suo impatto sul gioco che non ho mai visto in nessun altro giocatore. È un centro di 1.98m che può giocare in 5 posizioni, non c’è niente che non possa fare su un campo di gioco. Non vedo altri Kyle Hines in giro. È un fenomeno sia dentro che fuori dal campo, è intelligente e carismatico”.

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