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Mitrou-Long e il volo della Germani Brescia: “Giochiamo una pallacanestro vincente. Il futuro? Prima realizziamo i nostri sogni”

La stella canadese del club lombardo si apre su “Bresciaoggi”

Mitrou-Long e il volo della Germani Brescia: “Giochiamo una pallacanestro vincente. Il futuro? Prima realizziamo i nostri sogni”

Naz Mitrou-Long, stella dell’inarrestabile Germani Brescia da 11 vittorie consecutive, si racconta si apre ad Alberto Banzola su “Bresciaoggi”: Essere al 3° posto è il frutto di un lavoro duro e difficile: questo gruppo ha toccato il fondo all'inizio. E per questo nessuno di noi è troppo sicuro di sé. Sappiamo che non c'è nulla che ci manca per andare oltre, giochiamo una pallacanestro vincente e abbiamo sogni fin dal primo giorno. Realizzarli è la nostra prossima fermata”.

Poi il canadese ha parlato della bellissima alchimia che c’è nello spogliatoio: “Diciamo che il gruppo è speciale. Non c'è alcun tipo di separazione tra di noi, non esiste nazionalità che possa fare differenza. Moss è veramente "the captain", Kenny Gabriel è il giocatore col pedigree. Della Valle è qualcuno che non riesci a prendere mai sul campo: è per noi "mvp" dall'inizio. "Big Mike" Cobbins è l'uomo d'energia, quello che la schiacciata te l'assicura sempre. John Petrucelli è "iron man", è il difensore. Quello vero: non ho mai vi sto nessuno come lui. Tommy (Laquintana) è il giocatore che si è preso il rispetto di tutti noi, Sasà (Parrillo) per quello che fa in allenamento, è uno dei migliori che abbia avuto al mio fianco. Ma sono tutti speciali: Lee Moore, "Paolino" (Eboua). Lo sono anche i ragazzi delle giovanili che ci hanno affiancato. Un ragazzino anche Christian Burns. Direste mai che ha 36 anni?”

Mitrou-Long è anche innamorato della città di Brescia: “Se non mi piacesse qualcosa del posto dove sono, credo si vedrebbe facilmente. Qua va tutto bene. Non c'è traffico, il cibo è ottimo. Sempre, qualsiasi esso sia. Non c'è nulla che non mi piaccia di Brescia: qui sto benissimo. Mi alzo la mattina mi guardo attorno dalle finestre di casa: vedere la città che si mette in moto è bellissimo. Non c'è nulla che qui non vada. Ed è strano perché un sacco di giocatori mi hanno raccontato di esperienze negative in Europa, soprattutto nell'adattamento al primo anno. Ripensandoci bene, forse solo al volante gli italiani sotto tutti un po' aggressivi. Ma lo sono pure io…”

Nonostante manchino pochi mesi alla fine del campionato, Mitrou-Long non pensa a dove potrebbe essere il prossimo anno: “Nel mio percorso ho imparato che non è mai il caso di pensare troppo a quello che succederà, rischia di distrarmi da quello che sto facendo. Con il mio agente mi confronterò al momento opportuno”. E se ci fosse Brescia nel suo futuro? “Chi è qui dall’inizio sa cosa abbiamo passato. Ora so cosa sto costruendo. Del resto ne parleremo: ora pensiamo a realizzare i nostri sogni”.

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