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Openjobmetis Varese, parla il baby Librizzi: “Mi ispiro a Pozzecco e al suo tiro dalla media. Ora devo trovare il contesto giusto, sperando di restare qui”

Il classe 2002 è stato intervistato su “La Prealpina”

Openjobmetis Varese, parla il  baby Librizzi: “Mi ispiro a Pozzecco e al suo tiro dalla media. Ora devo trovare il contesto giusto, sperando di restare qui”

A Gisueppe Sciascia su “La Prealpina”, il giovane talento classe 2002 dell’Openjobmetis Varese, Matteo Librizzi, ha parlato della sua esplosione in questa stagione: "L'obiettivo primario era giocare da protagonista con la Robur (in Serie B, ndr) e allenarmi con la serie A. Poi a gennaio è cambiato tutto: quando è arrivato Roijakkers la situazione era molto critica, siamo stati bravissimi a dare una risposta importante quando sarebbe stato facile arrendersi e appellarci a un milione di scuse. Invece ci siamo uniti, la grande chimica che è scaturita ha dato una spinta in più”.

Reduce anche da una Final Four della IBSA Next Gen Cup da capogiro (con tanto di semifinale da 38 punti segnati), Librizzi ha sottolineato quanto sia stato stimolante giocare sotto gli occhi di Pozzecco in quell’occasione: “M'ispiro più a lui col suo arresto e tiro dalla media piuttosto che a Keene che spara da distanza lunghissima... Allenandomi tutto l'anno e poi giocando con compagni forti ho imparato qualcosa che mi mancava, così come peraltro è accaduto anche in B. Ma la cosa bella è che tutte e tre le esperienze di questa stagione mi hanno insegnato qualcosa”.

E ora si pensa già alla prossima stagione: “Quest'anno è stato fantastico, ma il prossimo mi concentrerò su una sola squadra. Il mio obiettivo è trovare il contesto giusto, sperando che sia Varese, per avere spazio. A 20 anni non conta l'aspetto economico ma la possibilità di fare esperienza: se non giochi ti fermi. Non pretendo minuti a prescindere, tutto quel che avrò dovrò guadagnarmelo, ma serve almeno avere la possibilità di farlo. La prospettiva della coppa? Sarebbe un plus perché più partite ci sono e più aumentano le chances di avere spazio”.

Con l’arrivo di Scola nei panni di a.d. sono cambiati proprio i metodi di lavoro a Varese: “Mi piace tantissimo: il basket si sta evolvendo, la gestione Scola ha portato una mentalità americana incentrata su allenamenti individuali che sulla base di statistiche molto precise danno indicazioni su cosa lavorare maggiormente. È la parte che ho apprezzato di più: con questo approccio Varese diventerà una piazza molto stimolante e attrattiva dove giocare”.

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