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A|X Armani Exchange Milano, parla Datome: “È stato lo Scudetto della maturità e della forza mentale. Messina? Ha dato uno status europeo alla società”

L’ala italiana si è aperta in una lunga intervista su “Sportweek”

A|X Armani Exchange Milano, parla Datome: “È stato lo Scudetto della maturità e della forza mentale. Messina? Ha dato uno status europeo alla società”

In una lunga intervista concessa a Fabrizio Salvi su “Sportweek”, Gigi Datome ha ripercorso il successo del 29° Scudetto della sua A|X Armani Exchange Milano, definendo questo titolo come quello “della maturità e della forza mentale. Per me è stata una serie non facile: ho giocato bene le prime partite, meno le altre, in termini di minuti e qualità, ma mi sono fatto trovare pronto per quella che avrebbe potuto essere decisiva, come in effetti è stato”.

Ci sono poi tanti meriti di coach Messina: “Ha cambiato lo status della società. Prima Milano era società ben organizzata, con un budget importante e giocatori di nome, ma non aveva uno status europeo. Oggi ce l'ha. Sono arrivati i giocatori che voleva, la squadra è sempre più "sua", di conseguenza sono arrivati i risultati: questo scudetto è il quarto titolo in due anni, che si aggiunge a due playoff consecutivi di Eurolega”.

Un grosso impatto lo ha avuto anche Sergio Rodriguez: “Tre anni fa è stato il primo grande nome ad aver creduto nel progetto di Messina. Ha portato il suo incredibile talento, di cui gli sono grato anche solo da appassionato”.

Anche per Datome il migliore nelle LBA Finals è stato Shavon Shields: “Giocatore totale, ed è raro che uno così forte in attacco sia anche uno dei migliori difensori. In Gara 6 ha aggredito la partita. tanto da meritarsi il titolo di Mvp senza se e senza ma”.

Gigi e il suo amico Nicolò Melli hanno avuto un impatto importante anche all’interno dello spogliatoio: “Siamo due con un pedigrée di Eurolega di alto livello, e quando in squadra hai giocatori così è sempre buono; se poi sono italiani è ancora meglio. Siamo stati punti di riferimento, anche nello spogliatoio, guidando gli altri con l'esempio e la costanza nel lavoro quotidiano. Non che ce ne fosse un gran bisogno, perché solo se hai un gruppo formato da professionisti seri puoi arrivare così in alto”.

E anche per Hines ci sono parole al miele: “Quello che di lui si vede in campo è una minima parte rispetto a quanto dà nello spogliatoio e in allenamento. Come lui ce n'è uno a generazione. E poi, il rispetto che gli avversari hanno nei suoi confronti... Un rispetto che si è guadagnato anche con gesti come quello di sabato, quando a fine partita, mentre tutti festeggiavano, è andato a consolare, abbracciandolo, Jaiteh, il francese della Virtus”.

Ora il prossimo passo che dovrà fare l’Olimpia sarà conquistare l’Eurolega: “Ci saranno nuovi arrivi, ma la squadra c'è. A questi livelli l'importante è qualificarsi alla Final Four con continuità, poi l'occasione giusta per vincere arriva. L'anno scorso ci siamo entrati, quest'anno abbiamo avuto la sfortuna di beccare subito ai playoff i bicampioni dell'Efes e noi eravamo acciaccati”.

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