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Matteo Spagnolo e la chiamata al Draft NBA: “Dopo aver realizzato cosa stava accadendo, ho pensato a tutti i sacrifici fatti negli anni”

Il giovane talento italiano è stato intervistato su “L’Edicola del Sud”

Matteo Spagnolo e la chiamata al Draft NBA: “Dopo aver realizzato cosa stava accadendo, ho pensato a tutti i sacrifici fatti negli anni”

A Dario Recchia su ”L’Edicola del Sud”, Matteo Spagnolo ha raccontato del momento in cui è stato scelto al Draft NBA con la chiamata numero 50 dai Minnesota Timberwolves: “Per prima cosa pensavo di realizzare se fosse vero o meno quello che avevo sentito e, subito dopo, all'importanza di ciò che stava accadendo dopo i tanti sacrifici fatti in tutti questi anni. In generale è stato un grande risultato per l'Italia. Paolo (Banchero, ndr) non lo conosco personalmente mentre mi sono sentito e congratulato con Gabriele (Procida, ndr) che è un mio super amico. Abbiamo vissuto anche l'esperienza predraft negli Usa insieme, stiamo in Nazionale insieme, insomma abbiamo un legame speciale”.

Poi Spagnolo si è soffermato sulle differenze di pallacanestro tra Europa e Stati Uniti: “In America si gioca più in transizione e con meno schemi privilegiando spesso l'uno contro uno. Inoltre c'è più fisicità ed atletismo. Per il resto ho trovato delle arene ed una organizzazione molto simile a quella che c'è a Madrid, sono stato trattato bene anche se, da giocatore europeo, devi dimostrare quello che sai fare”.

Ora l'ex Vanoli Cremona è tornato nella natìa Brindisi per un po’ di vacanza: “Diciamo che mi sto allenando tutti i giorni come è giusto che sia anche qui a Brindisi. Poi stiamo parlando con Minnesota per sapere come organizzare questi mesi estivi. Di sicuro ci saranno da capire un po' di cose".

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