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5 domande a ... Nathan Reuvers: “L'abilità nelle stoppate? La chiave è il tempismo. Da junior con Wisconsin il mio anno migliore”

Il lungo della UNAHOTELS Reggio Emilia è stato il top scorer della gara vinta contro Pesaro

5 domande a ... Nathan Reuvers: “L'abilità nelle stoppate? La chiave è il tempismo. Da junior con Wisconsin il mio anno migliore”

Mettendo a segno 19 punti in 22 minuti, Nathan Reuvers è risultato il miglior marcatore di serata nel match che, venerdì scorso, ha visto l’UNAHOTELS Reggio Emilia tornare al successo dopo sette sconfitte consecutive battendo per 95-76 la Carpegna Prosciutto Pesaro al PalaBigi.

Il nativo di Lakeville (Minnesota), assieme ai compagni, ha dunque potuto salutare nel migliore dei modi il 2022, un’annata che, dopo il college a Wisconsin e l’annata al Cibona, l’ha visto trasferirsi in Italia e affacciarsi per la prima volta in Serie A.

Qui Reuvers ha confermato le aspettative che l’hanno accompagnato fin dal suo approdo nel Bel Paese andando in doppia cifra in sette delle tredici gare di campionato fin qui disputate e issandosi in cima alla classifica dei migliori stoppatori, graduatoria che, al momento, lo vede al primo posto anche in Basketball Champions League.

Di questo, del suo passato, dell’approccio di coach Sakota e della sua connection con il connazionale e conterraneo JP Macura abbiamo parlato con lui questa settimana nelle nostre “5 domande a...”.

Sabato avete ottenuto la prima vittoria dopo sette sconfitte consecutive: le tue sensazioni dopo la sirena? Cosa ti dice coach Sakota per migliorare?

È stato bello aver finalmente ottenuto una vittoria. Venivamo da sette sconfitte di fila e trovare un modo per vincere era la cosa principale su cui ci stavamo concentrando. Ora dobbiamo usare questo successo per costruire qualcosa. Il coach mi dice semplicemente di migliorare ciò che so fare. Sono un giocatore alto, ma anche piuttosto veloce e quindi posso sfruttare questo aspetto per creare dei vantaggi in attacco come in difesa ed essere impiegato in modi diversi. Non è che abbia chiesto molto, cerca piuttosto di metterti nelle condizioni di rendere al meglio: nel mio caso mi dà sempre dei feedback su piccole cose che posso migliorare e questo mi sta aiutando. Come tecnico è piuttosto rilassato, direi. Non urla, non sbraita e conosce molto il gioco. Ha allenato per molto tempo e ha fatto parte di molte grandi squadre quindi lo rispetto, lo ascolto e cerco sempre di far mio tutto quello che dice.

L'anno scorso sei stato il miglior stoppatore della Lega Adriatica e oggi sei il miglior stoppatore del campionato italiano e della BCL: come si allena questa abilità? Hai trovato differenze tra le esperienze avute in Croazia e in Italia?

Bisogna essere veloci, alti, lunghi, atletici, ma devi anche avere tempismo. Penso che questo sia l’aspetto più importante perché io non sono quello che salta più veloce né più alto ma trovo comunque il modo di intercettare palloni. La Serie A è molto dura. In Croazia, la lega locale non era molto impegnativa, mentre la Lega Adriatica era decisamente più esigente. A livello di campionati nazionali, tra quello croato e quello italiano, non si può fare un paragone. In Italia, ogni partita è una lotta, chiunque ogni sera compete per vincere. Quindi bisogna sempre essere preparati, sia che si giochi contro la squadra più forte del campionato, sia che si giochi contro la squadra in fondo alla classifica. Chi mi ha impressionato di più? Non saprei indicare un giocatore, direi le squadre. Giocare in contesti come Bologna e Milano è difficile, sia per l’ambiente che per il livello dei giocatori.

Tu e JP Macura venite dalla stessa città e avete giocato nello stesso liceo: qual è il tuo legame con lui? Vi sentite spesso?

Non tutti i giorni, ma ogni tanto ci sentiamo via messaggio. A volte, dopo una partita, ci diciamo “Hai giocato bene, potresti essere più aggressivo su questa cosa o su quest’altro” o, a volte, vedo che va in un posto figo e allora gli chiedo dove sia andato. Poi ci vediamo d'estate, a casa, dove abbiamo allo stesso allenatore e quindi lo vedo in palestra. I nostri genitori sono piuttosto legati, le nostre mamme sono entrambe molto amiche. Poi gioco anche in estate a golf con lui. Ogni anno il nostro liceo organizza un’uscita di golf per tutti gli ex allievi della nostra squadra di basket e così ci ritroviamo entrambi lì.

Nella prima parte della tua carriera eri un portiere di calcio. Segui ancora questo sport? Ti ci sei riavvicinato ora che sei in Italia? Da giovane hai anche studiato spagnolo. Sai ancora parlare questa lingua?

Non sono un grande appassionato di calcio, amo soprattutto il football americano ma sono stato un portiere fino al decimo anno di liceo, poi verso i 16 anni ho smesso di giocare perché il basket ha preso il sopravvento. Ho comunque la fama di non aver mai perso ai rigori quando son stato tra i pali. Lo spagnolo invece lo parlo molto poco: se ci lavorassi, lentamente mi tornerebbe in mente. So però sicuramente ordinare del cibo al ristorante e sono in grado di notare anche alcune somiglianze con l’italiano.

Hai giocato per i Wisconsin Badgers, che esperienza è stata?

È stata una grande esperienza. Ho sempre detto che il mio anno da junior è stato il migliore perché abbiamo fatto una stagione altalenante ma alla fine abbiamo trovato il modo di vincere otto partite e portare a casa il titolo della regular season della Big Ten, che è una cosa eccezionale. Poi però, purtroppo, la stagione è stata interrotta dal Covid-19... mi sono sempre chiesto cosa avrebbe potuto fare quella squadra nella postseason. Ho comunque trascorso quattro anni fantastici dove ho conseguito la laurea, il master e il record assoluto di stoppate. Quindi ho sicuramente avuto un impatto nei miei quattro anni lì.

Domanda bonus: raccontaci qualcosa di insolito su di te.

Mi piace viaggiare per visitare la città. Alcuni dei miei compagni di squadra l'anno scorso mi hanno definito un turista. Ogni volta che ho uno o due giorni liberi, cerco di approfittarne al massimo e vedere più cose possibili. Qui in Italia mi sono piaciute tante città. Sono uniche nel loro genere. Venezia è stata davvero bella. Ho soggiornato in un hotel per due notti, ho potuto prendere le barche sui canali...non ho mai visto nulla di simile. Sono stato a Firenze: lì ho mangiato una bistecca alla fiorentina davvero buona. Alla mia ragazza poi piace molto Milano con tutti i negozi per lo shopping.

 

Redazione: Golden Flamingo

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