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Francia: «Serie A a 20 squadre»

Ecco l’assist lanciato da Paolo Francia, ex numero uno bianconero e prossimo vice presidente di Milano

Un nuovo assist per la Virtus Bologna. Lo serve Paolo Francia, ex presidente bianconero, che dalla prossima settimana assumerà il ruolo di vice presidente dell’Olimpia Milano. Corbelli, attuale numero uno, avrebbe voluto cedergli il posto. Paolo ringrazia e preferisce il ruolo di vice. Con un ruolo operativo — lui e Corbelli detengono il 50 per cento del pacchetto azionario dell’Olimpia, il resto è diviso tra una decina di soci, tra i quali troviamo anche Milan e Inter — e delega ai rapporti con la Lega basket. E’ proprio per questo che Paolo lancia la sua proposta, anche alla luce dell’invito formulato dal presidente della Repubblica Ciampi.
Qual è il pensiero di Paolo Francia?
«In questo momento parlo a titolo personale, perché della vicenda saranno investiti, e decideranno, il presidente Corbelli e il consiglio di amministrazione. Credo che si debba cominciare a parlare di campionato allargato a venti squadre».
In che modo?
«Prima di tutto fissiamo alcuni paletti».
Fissiamoli.
«Primo: la decisione spetta comunque alla Lega basket, che dovrà tener conto delle difficoltà dei club, alle prese con quattro giornate in più. Secondo: salvaguardare i diritti di tutte le società, in modo particolare di quelle più piccole. Terzo: occorre che Sabatini, che ha molte ragioni, la smetta di minacciare ricorsi per istanze extrasportive».
E dopo?
«Credo che l’allargamento comporti alcuni vantaggi. Verrebbero eliminate, per esempio, le tensioni che si sono create negli ultimi mesi. Il ricorso a quattro retrocessioni e due promozioni finirebbe comunque per risolvere il problema della permanenza, in serie A, dei club meno solidi. Perché sono quelli più deboli economicamente che saranno candidati naturali alla retrocessione».
E poi?
«Il basket deve creare ricchezza anzi, valore. L’operazione dell’Olimpia Milano è nata proprio in questa ottica. E’ evidente a tutti, credo, che la presenza in serie A della Virtus Bologna, sia fondamentale per la ricchezza di tutti».
Serie A a venti squadre, ma con chi?
«Con la Virtus Bologna e Ferrara. E l’impegno di tutti, comunque, per i prossimi due anni, ad avere quattro retrocessioni e due promozioni. Si arriverebbe così alla famosa serie A a 16 squadre».
Togliendo la Virtus e Ferrara alla Legadue...
«Non ci sarebbero problemi nemmeno per l’altro campionato. Perché in B1 ci sono realtà che, opportunamente sistemate, potrebbero affrontare il torneo superiore».
Torniamo a Ciampi.
«Le parole del presidente, sotto il profilo regolamentarre, non hanno valenza né rilevanza. Ma è il pensiero di una persona autorevole di un presidente che, oggettivamente, è amato dagli italiani. Il suo è un appello che non può cadere nel vuoto e...».
Dica.
«Confido sul fatto che Sabatini moderi i termini nei suoi interventi pubblici e gestisca bene i vantaggi di immagine che sono venuti a crearsi in questo momento. Poi — ma lui sa come la penso — non lo seguo nel progetto di una public company. Credo che Milano, coinvolgendo Milan, Inter e altri soci solidi, abbia tracciato la strada».
E la Virtus 1934?
«Diventerà un satellite della Virtus. Prenderà parte al campionato di B1, con l’obiettivo di salvarsi, lanciando giovani o recuperandone altri all’agonismo. Gestendo gran parte del settore giovanile, lasciando cadetti e juniores alla Virtus. E tutto sotto la supervisione di una sola persona, Marco Sanguettoli».
E lei?
«Alla fine della prossima settimana è prevista l’assemblea della 1934 per il rinnovo delle cariche. E’ previsto che la Virtus entri, acquisendo una quota».
E l’allenatore?
«Ne parleranno a suo tempo. Non mi dispiacerebbe,
però, Paolino
Moret-
ti».
Alessandro Gallo
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