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Melillo fa volare l’Euro Roseto

«Ma non montiamoci la testa: per andare in alto serve umiltà»

ROMA - Decisa a giocare un campionato in prima classe, l’Euro Roseto dopo la Skipper ha messo kappaò anche la Virtus Roma. Merito grande di coach Melillo che ha trovato la chiave giusta per vincere ancora a Roma, la città nella quale Phil ha giocato (con la Gbc Lazio) e nella quale ha avuto qualche delusione legata alla vicenda degli oriundi (era il 1976) che lo ha lasciato fermo per tre stagioni. «Ho chiesto alla squadra di ripetere la bella prestazione offerta contro la Fortitudo - ha spiegato Melillo - Non volevo che qualcuno si fosse illuso, che credesse che il successo di giovedì scorso fosse stato un caso».
L’avvio della sfida con la Virtus giallorossa non è stato dei migliori. Santiago, soprattutto, ha bombardato la sua Roseto. Correre ai ripari difendendo meglio, ecco la soluzione. «Dalla difesa a uomo sono passato alla zona e Roma si è trovata in difficoltà. Ho deciso di continuare così, visto che l’opzione funzionava».
Vince e diverte, questa Euro Roseto che ha rimesso in piedi una squadra di valore anche se adesso qualche giocatore non è al meglio della condizione. Lo stesso Milic, che ieri ha messo a segno 13 punti mostrando grandi giocate, non è ancora l’atleta dell’anno passato. «Ho avuto buone risposte - dice ancora Melillo - dal gruppo: lo spirito di squadra è davvero ottimo, così come avevo visto giovedì scorso».
Guarda avanti, l’allenatore, ma cerca di non sognare troppo e raccomanda prudenza. «Rimaniamo con i piedi per terra: se giochiamo con umiltà possiamo fare grandi cose». Gli uomini che ha a disposizione sono di grande valore e lui riesce a ruotarli con abilità. Ha vinto, Roseto, merito di Phil ma quello che in campo è stato un’autentica spina nel fianco di Bonora e di Santiago si chiama Ben Davis. «Lui è stato la chiave della partita, 23 punti e dieci rimbalzi con una presenza in area eccezionale».
Davis nell’ultimo quarto è stato l’uomo determinante con due canestri di fila che hanno riportato Roseto davanti a Roma (60-59) realizzando i suoi tiri dal centro dell’area dove era libero. «Dovevamo correre quel rischio - ha spiegato il tecnico di Roma, Bucchi - perché in quei momenti avevamo difficoltà su Milic in post basso». Ha giocato, il centro degli abruzzesi, con quattro falli e lo ha fatto con grande esperienza riuscendo dove altri non erano arrivati.
La forza di questa squadra sta nella decisione dei suoi uomini che riescono ad attaccare sfruttando il contropiede ma anche con una grande velocità e con giocatori che riescondo a controllare bene la palla. Rannikko è un buon play anche se per dare un giudizio vero Teemu andrà valutato in azione contro avversari più alti di Bonora e di Jenkins. Sartori è un grande cambio e un giocatore che riesce a piazzare sempre il colpo mentre Moltedo dovrebbe avere maggiore freddezza. Ieri ha fallito due tiri liberi in un momento determinante della sfida.
Carlo Santi
Fonte: Il Messaggero
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