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Fortitudo, quando il primato è una foto in bianco e nero

Dopo lo sfogo di Repesa la Climamio sceglie il silenzio

Partiamo da un concetto: non c’è un motivo in casa Fortitudo per essere delusi della stagione che la Climamio sta disputando. Tutti gli obiettivi sono stati centrati, anzi in campionato le cose stando andando meglio del previsto, eppure domenica subito dopo la sconfitta di Milano Repesa ha avuto parole di fuoco per quasi tutta la squadra.
Steccare una partita è umano, soprattutto quando si è giovani, ma è su questa parola che bisogna intendersi. Se per giovani intendiamo una squadra sbarazzina che deve crescere e deve far divertire un proprietario tifoso che ha sposato la linea verde sia per ragioni economiche sia per rivivere il vecchio stile Fortitudo, quello per cui 10 pirati andavano in campo e lottavano fino all’ultimo, allora siamo tutti d’accordo. Se, invece, per giovane si intende una squadra che possa essere rimbrottata ogni tre per due allora da questo punto vista non ci siamo più. Dopo 47 partite ufficiali disputate in sei mesi è abbastanza normale avere un calo fisico, anche perché la squadra ha girato in lungo e in largo sia l’Europa che l’Italia e questo andare e venire alla lunga è diventato pesante come un macigno, soprattutto perché il gioco di Repesa richiede parecchie energie e quindi ampi tempi di recupero. Il coach biancoblù ha sempre cercato di dare a tutte le gare la stessa importanza, anche se, per sua ammissione e dello stesso giemme Alibegovic, la Fortitudo non ha un sufficiente status europeo per poter vincere l’Eurolega. Certo, un successo sul campo del Maccabi o addirittura il passaggio ai playoff sarebbero stati risultati prestigiosi, ma se non hai la squadra al completo o selezioni gli impegni oppure è normale che prima o poi la benzina finisca.
Sul piano tecnico la squadra, poi, non è perfetta. Infatti, alla Fortitudo manca un tiratore. Quando la squadra deve attaccare una difesa schierata, o ci pensa San Belinelli oppure sono guai. Un problema remoto la cui soluzione Diawara si è dimostrata non efficace. L’ala francese ha energia e voglia, ma gioca nella posizione di quattro, un ruolo già parecchio coperto con Ress e Lorbek che, da quando hanno meno spazio, fanno più fatica ad entrare in partita.
Sempre nel dopo partita di Milano, Repesa ha anche minacciato misure disciplinari. Non ne discutiamo l’utilità perché é il coach che ha la responsabilità della gestione della squadra, anche se quella di Bagaric è sembrata inopportuna nei tempi. Contro Reggio Emilia la squadra era appena tornata da Istanbul e la presenza del centrone croato avrebbe contribuito a diluire di più i minuti tra i giocatori, esponendoli meno a infortuni. Comunque ieri la Fortitudo dopo un ritmo così incessante di impegni, ha scelto di osservare una giornata di riposo e di silenzio. Una scelta corretta per lasciare che le parole del coach decantassero e venissero prese come un incitamento a fare meglio e non come giudizi definitivi. Adesso l’importante è prendere le cose con un po’ più di tranquillità, perché comunque la stagione si sta rivelando migliore di quella prevista, nonostante ci sia stato qualche scivolone di troppo.
Massimo Selleri
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