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Il finale in crescendo di Fantoni

«Sono felice e comincio anche a vedere il canestro»

Tredici punti in 23’, un minutaggio massimo già toccato 3 volte quest’anno e migliorato solo contro Teramo 5 turni fa, proprio quando è cominciata la sua escalation di presenza e cifre statistiche. 4 su 7 da due e 5 rimbalzi per 16 di valutazione, il migliore secondo questa voce di riassunto generale solo dietro allo sgusciante ‘uomo trota’ Troutman sotto i tabelloni, ha portato a casa pure 3 palle recuperate: nuovo high personale (stagionale, nonchè eguagliato in carriera) per far capire che l’olio di gomito in difesa si sposa alla grande con il lavoro di cesello in attacco. Insomma, la fotografia di Tommaso Fantoni ha un bel sorriso stampato in faccia ed il figlio d’arte incarna una delle istantanee migliori per descrivere il buon momento del clan di via Pera. «Sarei bugiardo se dicessi che non sono felice - si lascia andare il labronico doc nato nel 1985 -. Sto cercando di fare tutto quello che posso, tentando di chiudere al meglio la stagione».
Continua: «Paolo Moretti mi chiede soprattutto tanta aggressività e sudore in difesa e a rimbalzo, ma sono felice anche di segnare qualche punto».
Una gioia smorzata solo in parte dall’ennesima sconfitta contro una grande: la battuta d’arresto arrivata solo in volata contro una delle squadre più in forma della serie A sembra una sorta di tabù insormontabile per una squadra ancora a caccia della salvezza matematica ma anche del primo acuto prestigioso contro una big. «Già, peccato - sospira Fantoni riavvolgendo il nastro della memoria sul match contro la VidiVici Bologna -. Abbiamo avuto tutte le carte per vincere, così come nel match d’andata (ko ai supplementari, ndr). Anche stavolta però abbiamo commesso troppi errori nel finale: palle perse, liberi mancati e lo zampino di un paio di fischi arbitrali un po’ troppo casalinghi come nell’episodio chiave del libero di Gugliotta, già ampiamente in area e a rimbalzo prima che la palla toccasse il ferro. Ma di positivo c’è il fatto di aver dimostrato ancora di poter tener testa a chiunque».
Archiviata con un pizzico d’amarezza la pratica Virtus, nella testa del gruppo amaranto tornato ieri ad allenarsi c’è già un sogno. Per una chance che se ne va, un’altra che arriva. Al rosa ‘eccezionale’ vestito dai bolognesi in onore del compleanno della Gazzetta dello Sport, all’arancione vivo di Udine che punta decisamente al traguardo playoff. Quinta in virtù della classifica avulsa nel quartetto delle terze, ai friulani non resta che conservare il gap su Biella, nona a 6 lunghezze. La sorta di spareggio con Ramagli e soci arriverà proprio tra due turni ed ecco perchè anche la trasferta della Snaidero al PalaAlgida assume un’importanza fondamentale anche per i nostri avversari. Occhio quindi agli ospiti che arriveranno vogliosi di portare a sei le vittorie consecutive e con le antenne ben alzate, come dimostra la dichiarazione del general manager Ghiacci sulla prima sfida vinta da Moretti e soci per 71-78, un’impresa a domicilio del Palacarnera riuscita solo all’effetto sorpresa di Roseto al debutto al stagionale e poi proprio alla VidiVici.
«Livorno è stata l’avversaria che più ci ha messo in difficoltà nel girone d’andata» ha ammesso il dirigente friulano. «Alla decima d’andata però, Udine era ancora una squadra per così dire ‘normale’ - frena il numero 14, ricordando la terza impresa esterna e consecutiva di quel magico novembre 2005 -. Ora invece è fortissima. Sono aggressivi e spensierati allo stesso tempo, giocano bene e nello stesso modo contro tutti. Se vinciamo stavolta però, possiamo dire finalmente di aver vinto contro una grande».

Andrea Puccini
Fonte: Il Tirreno
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