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La Snaidero si appoggia sul nuovo Pillastrini

Il coach bolognese, 41 anni, è stato presentato ieri dalla società friulana, ultima in classifica, che ha silurato Frates

UDINE - La riparte dunque da Stefano Pillastrini, 41.enne tecnico bolognese chiamato al capezzale della formazione friulana ultima nella classifica di A1.
Esonerato Fabrizio Frates alla nona sconfitta in campionato, il club arancione si affida ora a mani altrettanto esperte: «Big» Stefano ha infatti guidato in carriera Fortitudo, Ferrara, Forlì, Montecatini e Pesaro, approdando a Udine, dopo un riposo forzato di qualche mese, con un contratto fino a fine stagione ed opzione sulla prossima.
«Ripartire dall’ultimo posto in classifica non è impresa facile – ha commentato il nuovo allenatore della Snaidero nel corso della conferenza stampa di presentazione di ieri –, ma mi è stata affidata una squadra dalle buone potenzialità ed inoltre il divario da quelle che la sopravanzano in classifica non è certo abissale. Una situazione, dunque, difficile ma non impossibile».
Qual è la medicina per guarire i mali della squadra?
«Il lavoro – dice convinto Pillastrini –. E la ricostruzione dello spirito di gruppo, base ideale per il raggiungimento di qualsiasi risultato. Tutto questo per conferire alla Snaidero un’identità ben definita in un campionato dove bisogna sempre darsi da fare per poter emergere».
Al suo primo allenamento, ieri pomeriggio nella palestra dell’istituto per geometri Marinoni, Pillastrini ha però avuto tra le mani solo un ristretto nucleo di giocatori (Mihailov, Li Vecchi, Cantarello, Alexander e Thompson a mezzo servizio), con il resto della truppa impegnato con le rispettive nazionali.
«Peccato – Pillastrini è fatalista —. Ma non è il caso di farne un dramma. Rivoluzione nell’organico, poi, non è mia intenzione chiederne: la squadra, che ho visto in cassetta, non mi dispiace e talune individualità valgono indubbiamente una classifica migliore. Prima di tutto però, ripeto, cercherò di comprendere gli equilibri interni e tecnici del gruppo, perché penso che dopo tanti rivolgimenti sia ora indispensabile conferirgli stabilità».
Fabrizio Frates, dal canto proprio, se n’è andato alla chetichella, senza rilasciare alcuna dichiarazione.
Ma dopo l’ennesima sconfitta e due soli punti in classifica, non era più ipotizzabile che la società aspettasse ancora per tentare di invertire la rotta.
Edi Fabris
Fonte: Il Piccolo
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