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Il dopo Boniciolli alla Skipper

Savic: "Presto il nome del nuovo allenatore"

Alle 10,50 di ieri il comunicato previsto: «La Fortitudo Pallacanestro ha oggi terminato il rapporto di collaborazione con il suo allenatore signor Matteo Boniciolli, sollevandolo pertanto dall'incarico con effetto immediato. Nel ringraziarlo comunque per i risultati conseguiti, la Fortitudo riconferma la sua fiducia nella squadra, ancor giovane ma con ampi spazi di miglioramento, e si riserva di comunicare quanto prima il nome del nuovo capo-allenatore».
Curioso che non si parli di esonero: evidentemente il nuovo lessico, che propone un'immagine diversa e più soft – così il tecnico non viene più licenziato, ma semplicemente sollevato da ogni mansione – sta prendendo piede nel campionato italiano. Ma la conclusione del rapporto con il tecnico triestino non aggiunge nulla a quanto già si sapesse.
Resta da individuare l'identità del tecnico che prenderà il posto dell'uomo che ha guidato la Fortitudo per sedici mesi, lasciando come eredità un primo posto nella regular season e una finale scudetto.
Zoran Savic, giemme della Skipper, ieri sembrava piuttosto tranquillo.
«Domani sera (oggi, per chi legge, ndr) o domani saprete chi è il nuovo allenatore».
Non ci sono urgenze particolari perché comunque il campionato è fermo e la Fortitudo è priva di otto undicesimi, partiti per rispondere alle convocazioni delle rispettive nazionali. Domani, dunque, al primo allenamento del dopo Boniciolli, la squadra sarà affidata ai suoi due assistenti, a Guglielmo Roggiani, il “tattico” della Skipper, e a Roberto Breveglieri che, curiosamente, visse già una situazione del genere nel novembre di sei anni fa quando, esonerato Scariolo, la Fortitudo fu affidata a Luca Dalmonte e a Breveglieri prima dell'ingaggio di Bianchini. Qualche giorno di attesa per scoprire l'identità del nuovo tecnico. Che potrebbe essere italiano – pista accreditata dalle parole dello stesso Savic – ma che non sarà Marcelletti. Sulla piazza non ci sono molti allenatori che possano ricevere un'eredità così pesante. Resta in ballo il nome di Zmagoslav Sagadin, anche se la difficile situazione della Stella Rossa, club con il quale Zmago ha sottoscritto un accordo quadriennale, potrebbe ulteriormente mescolare le carte. Spahija potrebbe liberarsi dal Krka Novo Mesto, ma i 250 mila dollari da versare nelle casse del club sloveno appaiono francamente troppi. E Dragan Sakota, che in Grecia ha lanciato tantissimi giovani, non sembra intenzionato a lasciare la società, l'Aek Atene, con la quale pochi mesi fa ha vinto il titolo di Grecia.
E allora il nome di Sagadin resta in pole position. Anche se magari, in società, si era fatto un pensierino sul carisma e sulle qualità tecniche di Savic. Ma Zoran la sua scelta l'ha fatta in estate. Avrebbe potuto cominciare il suo apprendistato (da allenatore) a Barcellona, con Pesic. Ma ha scartato subito l'idea della panchina per abbracciare quella della scrivania. E seduto davanti alla sua scrivania, d'accordo con Giorgio Seragnoli e Giuseppe Veronesi, dovrà indicare il nome del nuovo coach.

Alessandro Gallo


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