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Scavolini, un gruppo ancora in evoluzione

La valutazione dei giocatori pesaresi dopo la prime dieci giornate di campionato

PESARO — Il bilancio dei pesaresi dopo dieci giornate di campionato, cifre alla mano.
Richardson. Sta in campo 33,6' (il più utilizzato), è il miglior realizzatore della Vuelle con 16,4 punti anche se le percentuali non sono eccezionali (39,6% da due, 35,3% da tre, 51,6% dalla lunetta). Fa però molte altre cose: porta giù 5,1 rimbalzi di media, è il migliore nelle palle recuperate (2,6) e negli assist (2,2). Insomma, un giocatore globale, come lo voleva Crespi. Deve imparare a selezionare meglio i tiri.
Beric. E' l'altra punta della squadra e l'unico, insieme a Norm, che sta in campo oltre i 30 minuti (30,4' di media). Misha è anche il secondo realizzatore della Scavolini con 14 punti di media (44,1% da due, 38,1% da tre, 54,5% nei liberi). Meno esplosivo a rimbalzo (1,3), bravo negli assist (1,4 la media), deve migliorare il saldo perse-recuperi (29-16). Sicuramente più coinvolto di un anno fa.
McGhee. Terzo giocatore con la media punti in doppia cifra, 13 per sera (42,6% la percentuale da due). Tira bene da tre ma usa poco quest'arma (3/7, pari al 42,9%), mentre dalla lunetta fa meglio delle guardie, col 76,3%. Il leader a rimbalzo con 8,6 di media, ma nelle ultime gare è stato limitato troppo dai falli.
Pecile. Il rebus di questa prima parte di stagione: ci s'aspettavano grandi cose da Andrea, per la prima volta in campo da titolare ma finora è parso frenato nel suo impeto, come se volesse imparare a gestire la squadra, perdendo però di personalità. Gioca 24,7' di media, segna 8,4 punti (con un 24% da tre davvero migliorabile), sbaglia tanto anche ai liberi (64,5%), cosa strana per lui. Si sbatte a rimbalzo, come gli ha insegnato Booker (3,9). E' uno da cui si attende il salto di qualità.
Albano. Sorpresa positiva dopo un precampionato grigio. Ha guadagnato minuti (21,3'), è il secondo miglior rimbalzista con 5,6 di media, segna 6,8 punti e ancora non ha aggiustato la mira nelle triple, come faceva a Verona. Furbo e smaliziato, c'era bisogno di uno così nel gruppo dei lunghi.
Gigena. E' in assoluto il più produttivo in relazione ai minuti che sta sul parquet (18,8'). Porta alla causa 6,5 punti (col 60,6% da due) più 3,7 rimbalzi. E recupera il doppio dei palloni che perde. Impagabile capitano.
Lacey. Aveva iniziato benino, nelle ultime due gare ha avuto un calo, prima i falli poi un infortunio. Dovrebbe cercare di rendersi più pericoloso in fase offensiva visto che è il migliore nel rapporto tra palloni giocati e punti fatti e vanta la miglior percentuale da due, col 63,6%. A rimbalzo è uno che può catturarne più di 4,6 di media, ma come dicevamo il minutaggio è calato (20,7') e con esso le chances di rendersi utile.
Gilbert. Sta uscendo allo scoperto per il ruolo che gli si chiedeva: l'uomo di rottura, che esce dalla panchina e ribalta le partite. Efficace, anche se tatticamente un po' indisciplinato, segna 5,8 punti di media nei 12,5' in cui sta in campo, col 35,3% nelle triple. In crescita.
Malaventura. L'esplosione di Gilbert lo ha un po' sacrificato, viene comunque utilizzato 11,2' per gara. Deve credere di più nel suo tiro. Dalla lunetta è l'unico che non fa errori (6/6 fin qui).
Christoffersen. Due rimbalzi in 5' di media: la proiezione sui 40' non sarebbe male. Lavora sodo da solo, anche quando la squadra non si allena. In maturazione.
Elisabetta Ferri
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