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Rischio derby per gli ex pesaresi

Maggioli potrebbe approdare ad Avellino, prossima avversaria della Scavolini

PESARO - “Lasciatemi gridare, lasciatemi sfogare, io senza giocare non so stare". Adriano Pappalardo rivisitato e corretto, per raccontare le traversie di un pesarese con la colla dietro ai pantaloncini. Michele Maggioli fatica ad alzarsi dalla panchina, dopo un precampionato altisonante e, a Siena, rischia di continuare a comprimere un minutaggio già esiguo. «Non sono neppure al 100% - infatti con la società abbiamo deciso di non rispondere alla chiamata azzurra - per via del solito ginocchio che mi limita un po’, e per il coach è rischioso mettermi in campo pochi minuti». Chi lo vede in allenamento è convinto che sia lui il pivot titolare, tanto contiene Chiacig ma, da quando Turkcan è rientrato dai Mondiali, Maggioli è stato utilizzato solo (poco) da cinque. Un quarto lungo con un contratto pesante è un lusso forse eccessivo e la soluzione ideale per le parti potrebbe essere quella di un prestito (Avellino, Biella e Roseto parrebbero interessate). Intanto lui se ne resta buono e tranquillo a Siena: «Oggi comincio le terapie e continuo ad allenarmi, con la massima serenità. Di offerte ce ne sono state, non so se Siena le ha prese in considerazione. Finora non mi hanno contattato». «Mi aspettavo di giocare di più e meglio - confessa il lungo - ma mi sono bruciato qualche opportunità. Comunque sto lavorando bene e il lavoro paga sempre». Cosa è successo, alla MPS, dopo un inizio travolgente? «Sono sorti dei problemi mentali, più che tecnici o fisici. Ci preoccupavamo di cosa sarebbe successo se avessimo perso, ci mettevamo addosso la pressione da soli. Da un paio di settimane la situazione è migliore e ci si allena consapevoli che perdere non è poi la fine del mondo». Non torna a Pesaro da un pezzetto, Michelone Maggioli, ma si sente abbastanza spesso con ex compagni e amici: «Mi sembra che la Scavolini, a parte la sconfitta casalinga contro Napoli, stia rispettando le aspettative iniziali. Il successo di Livorno è stato importantissimo e poi mi sembra che alla gente piaccia il modo di lavorare di Crespi. Lo stimano e io non posso che essere contento per lui». Si dice che potrebbe esserci qualche problemino sottocanestro... «McGhee è un ottimo giocatore - prosegue Maggioli - ma tutti e quattro i lunghi danno qualcosa. Albano è esperto, Lacey sostanzioso e Christoffersen ha un enorme potenziale». E chissà che - al rientro dopo la pausa - la Scavolini non ritrovi il ragazzone di Montecchio al Bpa da avversario...
Da lunedì è tornato in pista Stefano Pillastrini, e l’in bocca al lupo all’ex condottiero della Scavolini è doveroso. A Udine lo aspetta una missione difficile, deve risollevare le sorti dell’ultima in classifica, ma l’incarico è intrigante e “Pilla" è motivato a mille. Ha accettato dopo aver rinunciato ad altre chiamate, è stato presentato ieri mattina e lavorerà alla luce di un contratto biennale. «Una sfida che mi esalta - ha confessato - La volontà è quella di partire dalle esperienze passate e cercare di migliorare strada facendo». La Scavolini? Una squadra che gli piace.
Camilla Cataldo
Fonte: Il Messaggero
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