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Lauretana, bilancio deludente alla pausa

Biella è penultima con 2 vittorie

Il primo bilancio è deludente, ma è in linea con quanto dichiarato in estate dalla Pallacanestro Biella: l’obiettivo di una squadra costruita al ‘super-risparmio’ è il penultimo posto, utile per la permanenza in serie A.
Dopo dieci partite, quasi un terzo della stagione regolare, i più ottimisti potrebbero anche dire che la situazione non è così male: penultimo posto, con due scontri salvezza su tre vinti.
In realtà, la differenza tra le ultime è talmente sottile che basta pochissimo per scivolare ad occupare l’ultima piazza.
Per ora, ci sono quattro squadre sulla zattera di salvataggio, ma bisognerà verificare se ci resteranno anche dopo aver operato alcuni cambiamenti, panchina o giocatori o entrambi, che la Lauretana sembra non poter effettuare per questioni di budget.
RIMPIANTI
Due vittorie (Udine e Avellino) ed otto sconfitte, almeno quattro delle quali perse in volate finali che hanno sempre premiato l’avversario di turno. Se in tre di casi l’arbitraggio sfavorevole è stato determinate (Napoli, Reggio Calabria, Cantù), a Fabriano i rossoblu hanno dato esaustiva dimostrazione, in due minuti finali da incubo, dal manuale del basket al capitolo ‘come perdere un partita già vinta’.
La squadra è giovane ed inesperta ed in certe situazioni questo handicap risulta lampante, nonché decisivo. Per salvarsi, però, occorre svegliarsi in fretta e trovare quella malizia necessaria nei momenti decisivi.
LA DELUSIONE
Jamel Thomas, ha prodotto finora più danni che benefici. Nelle poche serate positive ha dimostrato di aver un talento esagerato, ma purtroppo sono state di più le occasioni in cui ha sparacchiato a salve, esagerando oltre il consentito. E’ il giocatore che gioca più palloni a partita in tutta le serie A (24,4), quello che di gran lunga tira di più sia da due (47.8%) sia da tre (30.7%), dalla lunetta è appena sufficiente (68.8%), perde in media 4 palloni, producendo 19.9 punti ad uscita, anche se un high di 33 ha alzato la media. In una squadra che potesse operare sul mercato sarebbe in odore di taglio. In sua difesa c’è il fatto oggettivo che gli arbitri non lo proteggono malgrado le difese asfissianti.
LA SORPRESA
Fabio Di Bella è la nota più positiva di questo inizio stagione. Ha tenuto ottimamente il campo, errori dovuti all’inesperienza a parte, nella fase in cui è mancato Belcher, situazione che probabilmente ne ha accelerato la crescita. Sembra avere grandi margini di miglioramento, lui è un’altra scommessa già vinta da Pallacanestro Biella.
IL PUNTO DEBOLE
Non c’è dubbio che il maggior punto debole della Lauretana sia da ricercarsi nel reparto lunghi, dove manca un pivot di ruolo. In questo caso, purtroppo, i miracoli non sono possibili, considerata la scarsità di elementi anche potendo aprire abbondantemente i cordoni della borsa. Per il budget di Biella, poi, il ruolo di centro è puro tabù. Brooks Sales, infatti, è un’ala grande che si adatta a giocare spalle a canestro. Il ragazzo, ancora inesperto ma con ottimi margini di crescita, potrebbe fare ben altro se utilizzato a fianco di un centro che gli possa creare gli spazi necessari per poter sfruttare il suo tiro educato dal perimetro.
Non a caso, se qualche mecenate dovesse donare alla Pallacanestro Biella quei 150mila dollari per ingaggiare un giocatore dai tagli Nba, questi sarebbe sicuramente un pivot.
Nel frattempo si attendono progressi da Michelori, dal quale ci si aspettava di più, soprattutto in termini di punti (6.6 di media), mentre a Bougaieff e Jaacks non si può chiedere la luna.
SENZA COOKIE
Senza Belcher, Biella ha vinto ad Udine e perso tre partite. Contro Avellino il suo impatto è stato determinante per il successo. I suoi 14,7 punti di media in sei partite giocate sono di buon auspicio, così come il fatto che può coesistere in campo con Di Bella, il giocatore più in forma attualmente tra i rossoblu.
SORAGNA E CARRARETTO
Matteo Soragna si muove tra alti e bassi, in un inizio di stagione comunque condizionato dall’operazione alla spalla subita ad inizio estate. Certo il suo tipo di gioco servirebbe maggiormente ad una squadra più equilibrata, ma bisogna dargli atto che ha tentato di trasformarsi in realizzatore, iniziativa che dovrà cercare di ripetere anche in futuro, a questa squadra non bastano si suoi 8.8 punti di media. Stridono, invece, i 4.5 punti a gara di Marco Carraretto, giunto a Biella con ben altre aspettative dopo la grande stagione disputata a Verona l’anno scorso.
Dai 18 minuti di media concessi fino ad oggi da coach Ramagli ne mancano almeno dieci. Si allena bene, a volte benissimo, ma in campionato si trasforma in uomo da terza linea. Se lui gioca così, chi dà respiro a Thomas?
IL COACH
Il duo livornese Ramagli-Bechi finora ha sbagliato poco, pochissimo. Una preparazione meticolosa, maniacale, delle partite ha spesso portato la squadra, obiettivamente molto più debole rispetto alle squadre da metà classifica in sù, a giocarsi partite non alla portata. Se poi Thomas o Carraretto sbagliano tirando coi piedi per terra non è colpa sua.
LA SQUADRA
La Lauretana segna (75.6) e subisce canestri (78.9) nella media delle squadre che non bazzicano i quartieri alti, la pessima gestione dei finali ha fatto la differenza in classifica. La valutazione totale è bassa, la terz’ultima della serie A, migliore solo rispetto a Fabriano e Udine. Tira male da tre (30.4%), vicino alla sufficienza da due (50%), benino nei tiri liberi (71.8%) con Soragna cecchino da 28/30 (93.3%). Perde 16.9 palloni di media, ma ne recupera (terza) ben 21.5 grazie ai rapinatori Di Bella e Belcher. E’ seconda nella lista dei falli commessi (24.6), non a caso certi arbitraggi sono stati contestati, mentre è 14ª nella lista di quelli subiti (20.5). A rimbalzo è al 13° posto (33.8 di media), mentre è 4ª negli assist (9.4). Numeri che possono migliorare, al pari della classifica, ma non sarà facile.
LA SOCIETA’
Qualsiasi tifoso chiederebbe al presidente di intervenire sul mercato per rinforzare la squadra. Ma a Biella sanno anche i sassi che se la società esiste ancora è per il grande sforzo economico che Alberto Savio ha deciso di sostenere. Tirare la corda potrebbe anche voler dire costringerlo a passare la mano, che non per forza sarebbe biellese. Genova e Casale Monferrato stanno alla finestra.
Gabriele Pinna
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