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Carmenati aspetta Nunez

Il coach: "Fabriano dipende da lui"

FABRIANO — Avrebbe di che pensare ad una squadra ancora in divenire, atleticamente dirompente, ma troppo inesperta e priva di risorse per linee esterne per non far pensare ad una stagione di sofferenza. Invece, i problemi per Roberto Carmenati si chiamano stipendi che i giocatori e l'intero staff non percepiscono da settembre (ieri, 20 novembre, a proposito, è maturata una nuova mensilità, logicamente non corrisposta), contatti con i resti del dirigenza ridotti al minimo e perfino dubbi sulla possibilità finanziaria di affrontare in aereo la prossima trasferta di Reggio Calabria del 1° dicembre. Pensare al basket tra uno sciopero dei giocatori e una minaccia degli stessi come del gruppo tecnico-medico di salutare la compagnia, diventa impresa ardua…
«Di sicuro il nostro cammino va valutato anche alla luce del contesto dirigenziale molto particolare» spiega il coach in sede di commento dei primi dieci turni. «Queste difficoltà, unite ai problemi di infermeria, specie per Nunez, ci hanno fortemente condizionato».
Ma non credi che manchino all'appello i quattro punti sciupati con Trieste e Skipper? «Una di queste due evitabili sconfitte l'abbiamo recuperata con la rimonta su Biella. L'altra, in particolare quella con i giuliani, effettivamente ancora non è stata 'ripagata'. Forse mi aspettavo di arrivare alla pausa con un paio di punti in più, ma se consideriamo il contesto non mi lamento».
Niente rammarichi, insomma? «Uno, francamente ne avrei. Quando in estate sono tornato a Fabriano (contratto biennale, ndr.) il mio progetto era di lanciare una formazione giovane e per certi versi in grado di aprire un ciclo almeno per due stagioni. In fondo gli unici over 30 sono la 'bandiera' Gattoni e la 'chioccia' Turner. Tutti gli altri hanno un invitante futuro davanti e provare a farli crescere con Fabriano non sarebbe stato male. Per carità, il piano si può ancora sviluppare, ma finchè non si risolvono le difficoltà societarie tutto resta congelato».
Ma finora in trasferta avete perso 4 volte su 4 e in tre occasioni con più di 20 punti sul groppone… «Certo che dobbiamo migliorare, ma molto dipende anche dai problemi di Nunez. Se non è in buone condizioni non possiamo chiedere la luna a Gattoni. Ci manca un uomo sul perimetro e con quello il girone di ritorno potrebbe essere nostro alleato per la crescita tecnica e di mestiere di un gruppo sul quale continuo a credere fermamente».
Alessandro Di Marco
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