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La Scavolini vuole salire sull’Astronave

Domenica è finalmente di nuovo campionato e i biancorossi ritrovano il loro Bpa

PESARO - A quarantott’ore dalla prima palla a due dopo il break, la Scavolini sta sistemando gli ultimi dettagli, con allenamenti finalmente al completo. In realtà Lacey non è ancora al top, l’ematoma alla coscia si deve riassorbire, ma il centro è sulla via della guarigione. Sta meglio anche Pecile, affaticato e sballottolato dalle ore di viaggio, ma che ha già smaltito la stanchezza. Ieri è tornato alla base Chris Christoffersen che però, a causa di un ritardo aereo, è giunto in ritardo e non si è allenato.
La squadra viene dall’esperienza all’Università, tra Palasport e Facoltà di Scienze Motorie, una sorta di ritorno alle origini che ha profondamente entusiasmato anche coach Crespi: «Uno stage interessantissimo - racconta con dovizia di particolari l’allenatore della Scavolini - soprattutto perchè la partecipazione degli studenti è cresciuta, nel corso della giornata. Un’escalation continua, un interscambio caldo e sentito di nozioni, pensieri e curiosità».
Archiviata la tappa al College, la settimana “lunga" procede senza particolari intoppi, con l’amichevole contro Rimini che è stata un aiuto ulteriore, per un gruppo in emergenza numerica: «Abbiamo avuto qualche problema per via delle assenze e la partita è stata positiva, anche perchè eravamo in un momento in cui ci era impossibile giocare cinque contro cinque».
Immaginiamo che non vediate l’ora di tornare al Bpa Palas (indisponibile da due settimane, tra motocross e concerti)... «E’ il nostro campo di gara - continua Crespi - fa parte della programmazione lavorare lì. E’ fondamentale gestire i propri spazi e sviluppare la dimensione del gioco, per avere dei riferimenti in partita, ma Baia Flaminia è accogliente, pur non essendo la nostra vera casa. La speranza è di tornare alla Torraccia per la seduta di domenica mattina, ma ancora non ci sono garanzie».
Che cosa le hanno suggerito le videocassette di Avellino (che prima della sosta aveva battuto di misura la Snaidero, in terra irpina)? «L’Air cerca sempre di giocare di squadra. Vanterpool è l’anima, ottimo in attacco e in difesa. Ci si affida a lui per gestire i palloni importanti e lui si è calato perfettamente nel ruolo. Grgurevic è una forza della natura a rimbalzo e i play-maker tengono il ritmo altissimo. Su Middleton si sa già tutto, è un tiratore micidiale. Conosco Gecevsky dai tempi del College, è un lungo che consente di aprire il campo».
Notizie dell’ultimo arrivato? «Ho visto Collins in video, in alcune partite di tre anni fa, quando era a Badalona. E’ un ottimo realizzatore, uno con un gran senso del canestro, più potente che esplosivo».
Ci sono delle similitudini tra Scavolini e Air? «Non più di tante. Avellino mi sembra meno giovane di noi, anche se il tasso di “americanità" è sempre alto. Entrambi vogliamo giocare un basket intenso, ma loro sono meno giovani e in tanti hanno già esperienze europee alle spalle, anche se non vengono da altri campionati».
Oggi si continua con una doppia seduta: prima i lunghi, a seguire i piccoli in mattinata, allenamento di basket nel pomeriggio. Domani rifinitura e domenica si torna in orbita. Nell’Astronave.
Ieri intanto, il dg Costa e il ds Magnifico si sono rimessi la divisa da gioco, per dare un contributo da illustri ex, alla partita di beneficienza tra Commercialisti e Nazionale di Basket Artisti.
Camilla Cataldo
Fonte: Il Messaggero
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