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Doping, la Pompea caccia Jones

Fadini: "Le regole vanno rispettate, Dontae non lo ha fatto e pagherà"

Come una scossa elettrica, la notizia è arrivata in sede nella mattinata di ieri. Dontae' Antijuaine Jones, il giocatore più amato dai tifosi (e non solo) della Pompea, è stato trovato positivo al controllo antidoping effettuato al termine dell'incontro vinto da Napoli lo scorso 2 novembre a Pesaro. Una partita nella quale (anche se il dato non ha nessun legame con l'esito delle analisi effettuate al laboratorio svizzero di Losanna) l'americano lasciò il segno realizzando un micidiale 7/8 da tre per un totale di 27 punti in 21 minuti.
Presenza di metaboliti Thc (cannabis). Questa la comunicazione trasmessa dal coordinamento antidoping del Coni alla Federbasket. Una scoperta che determinerà la sospensione cautelare (e una possibile squalifica da tre a sei mesi) dell'americano che domenica poteva essere uno dei protagonisti dell'attesa sfida con la Skipper Bologna. Immediata, dopo la consultazione fuori programma intercorsa fra il presidente Maione ed il giemme Fadini, è scattata la reazione da parte della società: «Jones - come si legge in una breve nota diffusa nel pomeriggio - viene tagliato con effetto immediato per comportamento non regolamentare atto a danneggiare l'immagine del club».
Inutile, semmai dovesse decidere di farlo, il ricorso alle contranalisi che il giocatore potrebbe richiedere. Con questa sua leggerezza, Dontae' Jones in pratica si è autoescluso dal futuro della Pompea.
«Le regole vanno rispettate - sottolinea Andrea Fadini - e Dontae' che evidentemente non lo ha fatto, per questo pagherà. La scorsa estate avevamo fatto dei controlli che avevano dato esito negativo. Il che significa che il ricorso a certe sostanze da parte sua non è abituale. Sia pur dispiaciuti dal punto di vista umano, la leggerezza commessa non poteva, però, lasciarci indifferenti».
Genio e sregoletezza. Questo, da sempre, ha condizionato la vita di un giocatore dalle grandi e non del tutto espresse potenzialità tecniche. A Napoli, proprio accompagnato dalla fama di «elemento difficile», Jones è arrivato all'inizio della passata stagione (3 ottobre 2001). E in Italia, prima di questo episodio, l'americano s'è sempre comportato bene. Altalenante il suo rendimento sul parquet. Ma gli imprevedibili e decisivi tiri da tre, le giocate sontuose e le prepotenti stoppate rimanevano sempre più vive nei ricordi degli appassionati rispetto alle volte in cui Dontae' in partita faceva fatica ad entrarci. E a lui, elemento capace di vincere quasi da solo sfide importantissime come la quinta finale di LegaDue a Reggio Emilia (quella che dopo undici anni ha riportato Napoli in serie A ndr), la gente (e non solo) era disposta a perdonare un po' tutto. Anche il clamoroso ritardo con il quale, alla ripresa della preparazione, s'era presentato in ritiro e quello che in questi giorni aveva già accumulato dopo la settimana che, al pari dei suoi tre connazionali, la società gli aveva concesso.
«Mi dispiace per la persona - ha commentato laconico il coach Andrea Mazzon - Anche perché quando la vita ti offre delle possibilità è bene che queste vengano afferrate e tenute ben strette. Vuol dire che, come avvenuto a Trieste, cercheremo di vincere anche senza di lui. E' una sorta d'emergenza che dovremo affrontare per una o due partite».
Carlo Carione
Fonte: Il Mattino
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