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Virtus, formazione in alto mare

Dial, Scarone ed Attruia sono acciaccati

Comincia presto la giornata bianconera. Comincia su un binario della stazione ferroviaria, dove ci sono Dado Lombardi e Dejan Koturovic. I due sono in partenza per Roma, non per visite mediche, ma per risolvere, una volta per tutte, la posizione di Dejan. Che da ieri è a tutti gli effetti un giocatore italiano (per matrimonio). Una situazione nuova che significa che dalla prossima gara di campionato potrebbe rientrare nei dieci Mladen Sekularac, perché il centro non andrà più a intaccare la posizione di uno dei quattro extracomunitari.
Ma Mladen non potrà sedersi troppo sugli allori, perché proprio ieri la Virtus ha tesserato Smodis: Matjaz rientrerà nel gruppo a partire dalla trasferta di mercoledì ad Atene e se sta bene lui, i concorrenti (di passaporto, s'intende) possono anche accomodarsi in tribuna.
La formazione anti-Pippo è in alto mare, perché gli acciaccati della vigilia sono diversi: da Dial a Scarone, senza dimenticare Attruia che oggi (palla a due alle 17,10, al PalaMalaguti) potrebbe tagliare il traguardo delle 500 presenze. «Non dobbiamo dimenticare il derby – racconta capitan Rigaudeau (nella foto) – quanto, piuttosto, riprendere confidenza con la vittoria. La sosta è caduta a puntino, per capire cosa non andava. Se le nostre cure saranno state efficaci lo capiremo contro Milano».
Antoine è il leader del gruppo. Quello che sa cosa dire, in campo, fuori e nello spogliatoio. Non entra nei dettagli, Antoine, perché la discrezione fa parte del suo modo d'essere, però non ha problemi a spiegare un paio di questioni che hanno portato la Virtus a questa posizione di classifica. «Problemi – dice – nella gestione del ritmo della partita. E problemi in difesa. Bisogna difendere in cinque. Farlo con il cuore, certo, ma anche con il cervello».
Giocare in cinque, concetto espresso spesso dopo il derby. Forse le orecchie di Bell, ma anche quelle di Dial, avranno fischiato parecchio.
Oggi avranno la possibilità di dimostrare di aver recepito la lezione, contro Milano, inaspettatamente e meritatamente ai vertici. Una Milano che vinse il suo ultimo scudetto nella primavera del 1996, in panchina c'era lui, Boscia Tanjevic. «Un ricordo ormai lontano – incalza il coach – è passato tanto tempo, sono passate diverse squadre. Presto riavremo Smodis, che è un giocatore che non ha eguali. Intanto dobbiamo ritrovare il successo, dopo il derby. Ci siamo allenati molto bene, vedremo».
Fiocco rosa, infine, in casa Frosini. Alle 3,42 di ieri è nata Giorgia (49 centimetri, due chili e 700 grammi), figlia di Alessandro e Silvia.
Alessandro Gallo
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