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Delfino lo «stopper»

"Repesa vuole un atteggiamento difensivo diverso"

E' uno dei “veterani” della gestione Repesa. Carlos Delfino è uno dei pochi, insieme con Scepanovic e Fultz, a essere rimasto qui, a Bologna, agli ordini prima degli assistenti, Guglielmo Roggiani e Roberto Breveglieri, e poi a disposizione di Repesa. Un “veterano” di vent'anni che nelle ultime uscite Boniciolli impiegava come stopper, per le sue lunghe braccia e le sue leve esplosive, nella marcatura dei play avversari. Forse Repesa gli chiederà di fare altrettanto, domani, a Napoli – una Pompea che ha perso Dontaè Jones, licenziato dalla società perché trovato positivo a un test antidoping – contro la squadra che vanta il terzo attacco di tutta la serie A. Si ricomincia da là dietro, come diceva, il giorno prima, capitan Basile. «C'è bisogno di tempo – commenta Carlos – perché non è facile comprendersi e capirsi in due giorni. Però il coach è stato chiaro: vuole un atteggiamento difensivo diverso. L'abbiamo capito dagli allenamenti, non solo dalle sue parole. I primi cinque minuti di lavoro sono un riscaldamento tipicamente difensivo. In attacco, invece, chiede più tagli».
Forse le modifiche radicali arriveranno più avanti. Repesa sa che non si possono cambiare schemi e abitudini in poco tempo senza rischiare un rigetto o, peggio ancora, una squadra che vada in confusione. Così è ripartito dalla sua metà campo, dove gli aiuti e la voglia di lottare, dipendono sì dalle gambe e dal cuore. Ma anche, e soprattutto, dallo spirito di sacrificio, che solo il cervello può comandare.
«E' un peccato – commenta Delfino – che la squadra abbia dovuto dividersi, in questo periodo, per rispondere alle convocazioni in nazionale. Così dovremo arrangiarci». La Fortitudo, che partirà nel pomeriggio per Napoli, dovrà rinunciare a Kovacic. A tempo pieno, invece, tutti gli altri, dall'acciaccato Pozzecco agli ultimi tre arrivati (in ordine di tempo), Van den Spiegel, Barton e Skelin. Ieri, infine, due spettatori interessati all'allenamento dell'Aquila: il tecnico del Bignami, Giampiero Ticchi, e Stefano Ranuzzi, l'anno scorso a Montegranaro.
Alessandro Gallo
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