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Americani da inventare , Finelli: «Sono tanti, c’è tempo»

La serenità del coach, il saluto di Jobey Thomas

«AI TIFOSI di Montegranaro posso solo dire grazie per tutto: sono tra i migliori tifosi del mondo. Ho passato due anni splendidi con loro e gli auguro di cuore molti successi in futuro». Così Jobey Thomas dal sito dell’Armani Jeans. Chi lo conosce sa che le sue sono parole sentite e sincere. Assenza pesante quella di Jobey per l’ambiente gialloblu. Non solo per le sue performance, ma anche per le doti umane: un ragazzo serio, consapevole delle sue qualità, ma mai altezzoso, anzi capace di atti di umiltà come quando, dopo la sconfitta a Capo d’Orlando, chiese scusa ai tifosi. Le sue interviste o le dichiarazioni dopo partita non sono mai ex cathedra, come magari quelle di qualche giovane virgulto ex gialloblu. Chi lo sostituirà? E’ un po’ presto per dirlo. Il coach Alessando Finelli ha già dei nomi nel taccuino, ma solo a livello indicativo. Tra l’altro, la settimana prossima si recherà negli Usa per tentare di fare caccia grossa. All’appello, non soltanto una guardia tiratrice, ma anche un centro, mentre resta ancora indecisa l’ipotesi di conferma di Minard nel ruolo di ala piccola. In ogni modo, bisogna avere pazienza per gli yankee. Basti ricordare che l’anno scorso la firma di Ford arrivò ai primi di agosto.

«IL MERCATO americano – spiega Finelli – è quello che si muove un po’ più a rilento perché c’è un’offerta molto ampia. L’importante per ora è esserci assicurati il playmaker, che per una squadra è il ruolo chiave». Ovviamente parla di Kiwane Garris. Che tipologia di giocatore la Premiata cercherà per sostituire Sharrod Ford? “Sarà anche il mercato ad orientarci – dice il coach -. E’ logico che deve avere qualità atletiche ed essere un buon rimbalzista, così com’era Sharrod. Il centro è un ruolo intrigante, un po’ difficile da trovare sul mercato. Ci sono sempre pochi numero 5 americani. E le caratteristiche che si vorrebbe avessero sono quelle della copertura difensiva, dei rimbalzi e dell’atletismo”. E dunque, Garris a parte, il reparto americani è ancora tutto da costruire. Ma anche per il gruppo degli italiani c’è molto da lavorare. E’ arrivato Cavaliero al posto di Vitali, è vero. Però c’è da sostituire Lechthaler, che quasi di sicuro tornerà a Siena, da sistemare Cinciarini magari in una squadra di Legadue e surrogarlo con un giovane, da valutare la situazione di Canavesi e prepararsi all’eventualità della partenza di Amoroso.
SILVIO SEBASTIANI
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