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Snaidero lascia? Udine sotto choc: va aiutato

Il mondo della pallacanestro friulana è in subbuglio: le esternazioni dell’ingegner Edi Snaidero, rilasciate al nostro giornale nell’edizione di ieri e rilanciate quasi subito dai tam tam al telefono, in spiaggia o sul web, hanno creato stupore, in qualche caso disappunto e, nella generalità dei casi, preoccupazione per il futuro della pallacanestro udinese, minato dalle dimissioni irrevocabili che il patron arancione ha annunciato per la riunione del consiglio direttivo del club, in programma giovedì.
Flavio Pressacco è da sempre osservatore privilegiato delle vicende del basket udinese: «C’è rammarico: la famiglia Snaidero ha rappresentato la storia del basket friulano di alto livello. Un disimpegno, seppure parziale, sarebbe inquietante. Il pool di soci consigliato da Corbelli? Crearlo a Milano è più facile e, comunque, la storia delle strategie di Corbelli, in città come Brescia o Forlì, non promette bene. Se Edi rimanesse vicino alla squadra garantirebbe immagine e capacità gestionali e a Udine c’è gente competente, penso a uno come Andrea Fadini, che potrebbe far bene».
Alessandro Grassi, presidente dello Sporting Club di A2 donne: «Edi ha ragione - tuona Grassi -: non si può andare avanti da soli. Anche noi abbiamo un programma giovanile importante, ma nessuno, dalle istituzioni al tessuto imprenditoriale, ci sostiene: Udine è un’anomalia nel panorama sportivo italiano, perché in altre regioni, province o comuni tutte le istituzioni si muovono per aiutare le società sportive. Noi siamo andati a Cividale per avere un futuro: è giunto il momento per metterci tutti attorno a un tavolo per trovare il modo di uscire da questo brutto momento».
Marco Damiani è il più importante procuratore sportivo del Nord-Est: «Il messaggio di Edi Snaidero è chiaro, le porte sono aperte a delle sinergie: chiunque può farsi avanti. L’idea suggerita da Corbelli per una svolta con un partnerariato multilivello, ma con la proprietà ben salda nelle mani dell’Ingegnere, è intelligente. Nell’ambito tecnico e gestionale avrei altri suggerimenti, e ci sarà tempo per manifestarli. Ora le istituzioni raccolgano il messaggio, che le categorie produttive facciano squadra per rinvigorire una società fin qui fiore all’occhiello del territorio e megafono dello sport friulano».
Lorenzo Bettarini è la bandiera per antonomasia del basket udinese: «La situazione emersa dopo le esternazioni di Edi Snaidero riporta a tre anni fa: non si tratta solo di motivazioni economiche, ma di mettere in evidenza l’impegno e la fatica di chi, da anni, tira la carretta. Ben venga chi ha esperienza e possa dare una mano, anche per sollevare un po’ di pressione dalle spalle di Edi il quale, lo ribadisco, resta l’unico indispensabile».
Marino Firmani ha portato il grande basket in Friuli, attraverso joint venture con club di Eurolega: «Dispiace che Edi, almeno stando alle sue parole, si allontani dal basket, a cui ha dato tanta passione. Speriamo che, in futuro, ci possa essere un presidente che sappia mantenere forte il legame con il territorio friulano, traghettando la pallacanestro udinese a una nuova stagione di successi».
Francesco Tonizzo
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