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Bologna pronta per i mondiali di basket

La città si candida a ospitare alcune gare. Cofferati promette 3 milioni di euro

BOLOGNA si candida ufficialmente a ospitare la fase di qualificazione dei mondiali di basket del 2014, mettendo sul piatto della sfida con le altre città italiane la sua tradizione sportiva, la Futurshow Station ovvero il PalaMalaguti, la nuova cittadella della pallacanestro di Sacrati (anche senza la metrotramvia) e un assegno del valore di 3 milioni di euro, tra contanti e servizi offerti.
E il vicepresidente del Comitato per la candidatura italiana ai mondiali, Massimo Cilli, esce da Palazzo D’Accursio col sorriso sulle labbra. «L’incontro? E’ andato molto bene. Il sindaco Sergio Cofferati — spiega — ci ha assicurato la disponibilità degli impianti e delle infrastrutture cittadine, ma anche la disponibilità economica del Comune. Un elemento di grande soddisfazione».
Il faccia a faccia tra il primo cittadino e il consigliere della Federazione italiana pallacanestro (Fip) dura poco più di un’ora. A metà pomeriggio Cilli è già pronto a lasciare la sede comunale, per continuare il suo tour tra le 9 città — su 6 posti disponibili — candidate a ospitare l’evento. Ma prima si intrattiene volentieri coi cronisti. «Ho visto da parte della città — osserva — un grande interesse a far parte di questa manifestazione. Un fatto che ci fa molto piacere e per diverse ragioni».
Perché Bologna, snocciola Cilli, è «Basket City». Ma anche perché la città è dotata di «infrastrutture importanti dal punto di vista turistico e culturale» e di «impianti adeguati alla manifestazione».

UN ASPETTO «fondamentale», quest’ultimo, visto che la Federazione internazionale del basket (Fiba) pretende una capienza minima di 7.500 posti per le partite di qualificazione e di 15.000 per la fase finale. Allo stato attuale, la città dispone di un solo impianto adatto ad ospitare la fase eliminatoria del mondiale: il PalaMalaguti (la Futurshow Station di Sabatini). «Ma il sindaco ci ha detto — spiega Cilli — che nel 2014 ce ne sarà anche un altro». Chiaro riferimento al Parco delle Stelle previsto al Caab.
Poi, c’è la questione economica. L’assegno che i Comuni candidati ad ospitare i mondiali dovranno impegnarsi a versare nel 2009 per strappare un posto al sole. Cilli spiega, senza tanti giri di parole, che per gestire una manifestazione del genere «ci vogliono bei soldi». E lascia intendere che le cifre circolate sui giornali (20 milioni di euro) vanno proiettate al 2014.
Corre voce che, alla fine, l’esborso per le casse comunali potrebbe essere di 5-6 milioni di euro. Ma anche su questo punto il vicepresidente ha voglia di rassicurare. «Bologna — strizza l’occhio — farà la sua parte».

UN’ORETTA dopo esce Cofferati. Il primo cittadino conferma la realizzazione entro il 2014 del Parco delle Stelle, per il quale non serve più la metrotramvia (indicata fino a poco tempo fa come una delle condizioni per dare via libera al progetto). Ora pare che basti un «collegamento». Di che tipo? «Si vedrà». Mentre si ridimensiona l’esborso per le casse del Comune.
Non più di 3 milioni di euro, per il sindaco (che mette nel conto anche i servizi offerti dalla città). «Entro settembre formalizzeremo la nostra disponibilità, con tutti gli elementi chiesti dalla federazione», assicura Cofferati. Che, poi, aggiunge: «Far parte delle città coinvolte sarebbe una occasione importante per Bologna. In ragione della sua storia sportiva passata e presente». Ma perché i mondiali di basket sì e gli europei di calcio no? «Le condizioni che poneva l’Uefa — taglia corto — non erano praticabili per la città. Mentre in questo caso non ci sono problemi».

Nicola Cappellini
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