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La storia di Francesco, 15 anni, uscito dal coma dopo un incidente stradale: lo spinge anche la passione per la Fortitudo

La storia di Francesco, 15 anni, uscito dal coma dopo un incidente stradale: lo spinge anche la passione per la Fortitudo
Quella di Francesco Canova è una vittoria quotidiana, fin da quel drammatico giorno dell'agosto 2007 in cui subì in gravissimo incidente in motorino, in seguito al quale entrò in coma. Aveva appena 14 anni, ma l'amore della sua famiglia e dei responsabili della Casa dei Risvegli di Fulvio De Nigris lo hanno aiutato a farcela, uscendo dal coma e cominciando un nuovo cammino, una nuova vita. Grazie alle cure e alle attenzioni costanti, nonché agli stimoli con cui ha uovamente “imparato” a parlare, a camminare, a vivere. Nella camera della Casa dei Risvegli che lo ospitava era stata ricreata esattamente quella della sua casa di Monterenzio, e in quelle chiacchierate… ascoltate giorno dopo giorno non mancavano accenni e discorsi sulla sua squadra del cuore, la Fortitudo. Già, perché “prima” Francesco giocava a basket, e proprio il basket è diventato una molla importante verso il suo “domani”. Così, in occasione del suo 15° compleanno a fine ottobre 2007, Francesco ha ricevuto la visita a sorpresa del Presidente Gilberto Sacrati e di Stefano Mancinelli, uno dei suoi idoli. Una piccola grande festa condita da doni biancoblù, che si decide si mantenere privata, così come le foto ricordo scattate insieme. Nel momento dei saluti, la promessa di ritrovarsi un giorno al PalaDozza. Da quel 25 ottobre 2007, Francesco ha compiuto degli enormi passi avanti. Alcuni giorni fa, una telefonata di Fulvio De Nigris ci ha raccontato l’interessamento di Rete4 per la storia di Francesco, con un’intervista da realizzare da parte del direttore Emilio Fede per il nuovo programma Password (in onda il lunedì sera alle 21.15). Dove? In un luogo a lui particolarmente caro, ed ecco allora la volontà di Francesco di raccontare la sua storia e di poterlo fare al PalaDozza, prontamente esaudita. Con in più il fuori programma di una nuova visita a sorpresa, stavolta da parte del Capitano Davide Lamma che gli ha donato la propria maglia da gioco (e fanno due, Francesco!) e poi ha scherzato e giocato con lui ed il fratellino, naturalmente con un pallone da basket nelle mani. In attesa di vedere l’intervista – anticipata oggi nel TG4 da un servizio del giornalista Alessandro Mischi - è già fissato il prossimo appuntamento: ad un allenamento della squadra, uno dei prossimi martedì, per poi scendere in campo anche lui e sognare ancora insieme ai propri beniamini.

Questa la Lettera aperta di Francesco Canova dalla rivista 'Gli amici di Luca della Casa dei Risvegli', dal titolo: Adesso che sto meglio… Voglio ancora dirvi grazie. Parla anche della Fortitudo, ci piace pubblicarla ma soprattutto applaudire apertamente la grande forza di volontà di questo ragazzo. “Per la festa del mio quindicesimo compleanno ho ricevuto un regalo straordinario: la visita di un giocatore molto importante della squadra di basket del mio cuore. E’ venuto a trovarmi Stefano Mancinelli con il presidente Sacrati della Fortitudo Bologna. Sono rimasto senza parole, quando li ho visti entrare nella mia camera alla Casa dei Risvegli, avrei voluto urlare dalla gioia e dire loro tutte le mie emozioni che provavo. Avendo avuto un incidente stradale nel mese di agosto 2007, non ero ancora in grado di esprimermi con la parola ma solo con qualche gesto. Erano passati appena due mesi dall’uscita dal coma e le mie condizioni generali di salute erano gravi. Anche la festa del mio compleanno che ha organizzato la mia mamma è stata bellissima. Si è svolta nella sala del teatro della Casa dei Risvegli. Sono arrivati tanti, tanti amici e anche i genitori, i parenti, sono rimasto molto emozionato a vedere così tante persone che sono venute a farmi festa e mi hanno dimostrato di volermi bene. Mi sono tanto divertito, stato bellissimo. Adesso che sto meglio capisco di aver superato tante difficoltà grazie anche a questi bei ricordi. Ho fatto molta strada e so che ne dovrò fare ancora tanta. Oggi quando penso a tutti i malati anche a quelli meno fortunati di me ricevo tanta energia e voglia di andare avanti e riprendere la vita normale. Auguro a loro una buona guarigione e abbraccio tutti. La mia famiglia e io vi saremo sempre riconoscenti di averci dato varie opportunità”.

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