Ultimissime

Alle18 Markovski guida la detentrice Air contro la Banca Tercas: 'Bello tornare qui, pero' preferirei sfidare Roma'

Alle18 Markovski guida la detentrice Air contro la Banca Tercas: 'Bello tornare qui, pero' preferirei sfidare Roma'
L'anno scorso Avellino si portò a casa la Coppa Italia. Quest'anno, presentandosi da detentrice a rimetterla in palio, ha viceversa portato la sua, di casa, a Bologna. Si chiama appunto "Casa Avellino" lo spazio di oltre duecento metri quadrati allestito all'Una Hotel, davanti alla stazione:un'innovazione che in questi giorni ospiterà eventi, tavole rotonde, presentazioni e gli stand dei partner del club irpino. Ed ovviamente la squadra, cosicché a "Casa Avellino" chi vorrà potrà incontrarci Zare Markovski, che a Bologna non è mai uno qualunque: c'è da supporre che qualche vecchio amico dell'era bianconera prima o poi ci passerà.###
Markovski, c'illumini: cos'è una Final Eight?
«Una cosa a metà tra un playoff senza appello ed un torneo tra le migliori otto squadre d'Italia. Alla fine, in realtà, tre finali secche».
E cosa le decide? La forza, la stanchezza o altri fattori?
«La forza, si direbbe, eppure Siena non l'ha mai vinta. La fatica non c'entra, le squadre sono tutte nelle stesse condizioni: fresche per la prima partita, meno per le altre. Nessuno ha il diritto di lamentarsi per la fatica. A Perugia, quella volta, non pioveva solo per la juventus...».
Avellino detiene la Coppa: tra quella di Boniciolli e questa sua che differenza c'è?
«L'Air la vinse in un momento in cui tutto girava al meglio: ci arrivò da quinta e battè Montegranaro, Biella e la Virtus, ottava del tabellone. Si trovò al posto giusto nel momento giusto. Speriamo anche noi di trovare, dopo Teramo, la quinta e l'ottava del tabellone».
La vittoria a Teramo la essere ottimista?
«Sì, moderatamente ottimista. Delle tre squadre della nostra parte di tabellone, due le abbiamo battute in casa loro e a Roma abbiamo perso al supplementare».
Il suo sfogo alla Trapattoni, l'invettiva contro tutto e tutti finita pure su Youtube, è servito, al di là della vittoria solo sfiorata a Biella?
«Direi di si. C'è stata una reazione, le gerarchie sono più chiare. Ma dietro non c'è stata nessuna strategia. S'è creata una situazione che l'ha resa opportuna. Se lo rifarei? Sicuro».
L'arena vorrebbe una semifinale Bologna-Avellino, la partita dei mille intrecci: lei, Boniciolli, la causa del suo club contro di lui, Righetti, Crosariol...
«Io no. Sarebbe come ritrovarmi a tavola l'ex moglie in una cena con del cibo avvelenato. Preferirei Roma, sinceramente».
Di "avvelenata" c'era la Benetton, in finale, due anni fa, quando lei guidava la Virtus.
«Un po' mi fa ancora male, perché meritavamo quel trofeo. E quei 4 liberi sbagliati da Michelori m'hanno legato a lui d'un affetto particolare. Nessuno ci restò più male del ragazzo».E' più facile per lei alla guida di Avellino o per Boniciolli alla guida della Virtus, questa Final Eight?
«Non so, non penso che Boniciolli possa offuscare quello che ho fatto a Bologna e ad Avelline. E per lui vale il contrario».
Di sicuro lei a Bologna ha lasciato più amici, che nemici.
«Vero, ma è giusto avere anche dei nemici. Ricordo con piacere pure quel signore che, contro Varese, s'alzò dal suo posto pervenirmi a insultare dietro la panchina. Se vuole venirmi a salutare, l'abbraccerò volentieri».
La Virtus si gioca il ranking di Eurolega, contro Roma.
«E'unapartita che vale. La Virtus ha 20 punti in quella classifica: se non sbaglio, 17 glieli portò Michelori, proprio quell'anno».
Stefano Valenti
Fonte: La Repubblica
TAGS
Le ultime gallery
Le ultime notizie
Title Sponsor
Platinum Sponsor
Platinum Sponsor
Official Sponsor
Official Sponsor
Technology Partner
Medical Supplier
Treno ufficiale
Official Ball
Technical Sponsor
Official Ticketing
Official Supplier
Official Water
Official Advisor
Media Partner
Media Partner
Media Partner