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Spogliatoio Scavolini

Crespi: «Abbiamo perso la rabbia»

NAPOLI — «La differenza — dice Giancarlo Sacco venuto a vedere l'incontro tra Napoli e Scavolini dalla vicina Caserta — è semplice: i passaggi di Pesaro sono ad altezza uomo, i loro viaggiano sempre sopra il ferro. Abissale la differenza fisico-atletica tra le due formazioni».
Si è visto alla fine un Gatling irritato che non vedeva l'ora di uscire. Perché? «L'impressione che ho avuto io è molto semplice: è arrivato alla fine cotto dallo sforzo. Sicuramente è un giocatore che crea spazi, accentra su di sé le difese, ma poi gli altri non devono star lì ad attendere, ma la devono buttare dentro».
Crolla la Scavolini a Napoli (89 a 69) in una partita che si sapeva molto pericolosa, ma non fino a questi livelli. Ha sbattuto contro un camion la formazione di Marco Crespi che ha retto bene il confronto solo per mezza gara: e cioè fino a quando Smith su Torres e Malaventura su Greer hanno arginato lo strapotere fisico della formazione di Mazzon. Con un Beric tornato ai livelli di sempre (fatta eccezione per qualche spunto nel terzo quarto), praticamente Gatling si è ritrovato solo contro tutti, se non fosse per la buona mano avuta da un Gilbert abbastanza dinamico e bravo nel penetra e scarica.
Alla fine Marco Crespi dice: «Brutta prestazione, al di là dei complimenti per Napoli che ha giocato una bella gara. Siamo scesi in campo con la pancia piena: dopo due vittorie abbiamo giocato con il sorriso e la tranquillità, ma non con rabbia e meno affamati del solito, lasciando qualche canestro in attacco su rimbalzo e non recuperando palle vaganti. Iniziare 2 a 8 per noi — continua «Elettrone» — ci ha rilassato ulteriormente. Abbiamo giocato più di decorazione che di sostanza. Gatling? L'ho lasciato in campo anche nel quarto tempo perché è un giocatore che ha bisogno di giocare per ritrovare la giusta forma. Per il gioco, invece, occorre aggiungere che forse c'è stata mancanza di equilibrio».
Smith a sedere e Beric in campo… «Lasciare Smith in panca è stata una scelta tecnica perché volevo che Beric avesse continuità di minuti e Gigena poteva dare cose importanti. Nell'ultimo quarto avendo privilegiato altri giocatori non mi sembrava giusto rimetterlo in campo».
Della formazione biancorosso Marco Crespi è stato l'unico a rilasciare dichiarazioni. La squadra, fatta una veloce doccia, è infatti partita al volo alla volta di Capodichino per imbarcarsi nel piccolo aereo (19 posti) che in nottata l'ha riportata a Rimini.
Maurizio Gennari
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