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Pasquini e la nuova Sassari: 'Dobbiamo tornare ad emozionare'

Pasquini e la nuova Sassari: 'Dobbiamo tornare ad emozionare'

"Sassari deve tornare ad emozionare'' dice Federico Pasquini presentando la nuova Dinamo. Una squadra chiamata a far dimenticare l'ultima deludente stagione, quella post triplete, chiusa con una veloce eliminazione (0-3) nei quarti play off con Reggio Emilia. Pasquini, dal 2012 giemme e uomo mercato del Banco di Sardegna, lo scorso marzo è tornato in panchina in seguito alle dimissioni di Calvani. Doveva chiudere la stagione e poi riprendersi il suo posto dietro la scrivania. Invece al timone di Sassari ci sarà ancora lui, primo giemme-allenatore del campionato. Cosa le ha fatto cambiare idea? "L'insistenza del presidente Sardara, ci teneva molto affinché continuassi con il doppio ruolo. Lui ha la grande capacità di dare serenità al momento delle decisioni importanti. Come è stato rientrare? A parte la prima settimana di rodaggio dal punto di vista fisico non ho avuto particolari problemi, è scattato subito un buon feeling con i giocatori e poi per 20 anni non ho fatto altro nella vita''. Quella di allenatore-manager è una figura nuova per il basket italiano. "E' un ruolo inedito per l'Italia, Sassari però ha un'organizzazione societaria importante, una struttura che consente di gestire tutto al meglio". Sulla carta che Dinamo è stata costruita? "L'idea è quella di avere una squadra più pesante sotto canestro rispetto a quelle del passato. Gli acquisti di Lydeka e Olaseni rispondono a questa scelta, come quella di avere un numero 3 (Carter, ndr) più perimetrale, diverso dal giocatore fisico che negli ultimi anni serviva per coprire la mancanza di un 5 di ruolo". Parliamo dei volti nuovi. La ricostruzione è iniziata con Savanovic. "Un giocatore che ha avuto una carriera europea di grandissimo livello, gioca sia fronte che spalle a canestro, ha un buonissimo tiro da tre punti, può essere un raccordo molto importante tra il perimetro e il reparto lunghi". Johnson Odom non ha preso benissimo la mancata partecipazione all'Eurocup. "A Las Vegas ho avuto modo di parlare con gli agenti dei nostri giocatori e da parte di tutti ho avvertito grande serenità. Il tweet di Darius (''No Eurocup, no Sassari, sorry'') era dettato da un dispiacere comprensibile, dovuto a qualcosa che avevamo e che ci è stata tolta. Come giocatore mi è sempre piaciuto, ha grande fisicità, credo che nella nostra realtà possa fare il definitivo salto di qualità''. Carter è già passato da Siena. "E' in primis un tiratore, molto duttile, non viene da una grande stagione ma sarà un giocatore molto importante per il campionato italiano". Da Pesaro avete pescato Lacey e Lydeka. "Lydeka lo scorso anno ha giocato tanto e bene, ha dimostrato a 33 anni di essere un giocatore che può darci tanto dal punto di vista della fisicità, della qualità a rimbalzo ma anche dell'intelligenza dentro al campo. Lacey è al secondo anno da professionista, a Pesaro ha fatto benissimo, qui trova un contesto diverso ma tanta fiducia da parte nostra". Per finire c'è Olaseni. "E' un lungo che si completa con Lydeka perché ha caratteristiche diverse, è più intimidatore anche se più leggero fisicamente. Ha buone mani, può darci presenza a rimbalzo offensivo e la possibilità di aprire più il campo". Con quali obiettivi riparte la Dinamo? "Con l'obiettivo di emozionare la gente. E' chiaro che ogni stagione ha la sua storia, con le attuali regole ogni anno sei quasi obbligato a cambiare tanti giocatori, non è facile mettere insieme persone che vengono da culture diverse, mondi diversi. Conta molto la fortuna di riuscire a integrare queste persone nella maniera migliore. Io vorrei che la gente che viene a vederci, a prescindere dal fatto che si vinca o si perda, abbia la possibilità di vivere delle emozioni. Potremo farlo solo se saremo in grado di dare il 100%". La vicenda Eurocup è finita con la rinuncia forzata alla licenza triennale. "E' un brutto colpo non poterla giocare, abbiamo fatto tutto il possibile, nel momento in cui è stato chiaro che non potevamo andare avanti abbiamo virato sulla Champions Fiba. Siamo ambiziosi, giocare una coppa è troppo importante per la società, ti dà una visibilità diversa, la possibilità di andare oltre l'orticello italiano". Milano farà corsa da sola? "A me piace molto Venezia. Parte da un nucleo consolidato, potrà contare sulla definitiva esplosione di Tonut, un giocatore importantissimo per la pallacanestro italiana nei prossimi dieci anni, ha aggiunto giocatori importanti come Haynes e Hagins e recupererà appieno Peric. E' vero che Milano fa un altro campionato, vediamo però come si muovono le altre, cosa fanno Reggio Emilia, Avellino e Cantù".


Nicola Apicella


 

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