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LBA Long-form. L'oggi e il domani di Matteo Spagnolo: “Cerco di rubare più trucchi possibili, da Campazzo e Llull a Poeta”

Il play della Vanoli Cremona compie 19 anni

LBA Long-form. L'oggi e il domani di Matteo Spagnolo: “Cerco di rubare più trucchi possibili, da Campazzo e Llull a Poeta”

Di Cesare Milanti

Il 17 ottobre 2021 non c’è pioggia a Cremona. Ormai l’estate ha chiuso i battenti da diverso tempo, sventolando fazzoletti bianchi a mo’ di pañolada iberica, mimando un arrivederci: una di quelle scene che si sono viste, si vedono e continueranno a vedersi in templi dello sport come il Santiago Bernabeu o il WiZink Center, a Madrid. Nonostante ciò, non fa per niente freddo e la giornata è alquanto godibile; peccato non poter sfruttare le ultime luci del giorno, avrà pensato una discreta quantità di cremonesi: alle 19:30 gioca la Vanoli, chiamata a rialzarsi dopo la sconfitta del turno precedente in casa della Dolomiti Energia Trento. Tutti al PalaRadi, dunque, contro la nuova Openjobmetis Varese di Adriano Vertemati e Alessandro Gentile.

I primi due quarti sono un sorriso abbozzato nei confronti di un eventuale ripensamento per fare una passeggiata all’aria aperta e godersi il tramonto. È nel terzo periodo, però, dopo che la squadra di casa era andata negli spogliatoi sul 43-33, che viene scacciato anche il più lillipuziano dei dubbi. Merito di un ragazzo brindisino, che in estate ha sventolato anche lui un fazzoletto bianco, proprio in direzione della capitale spagnola. Paolo Galbiati l’ha fatto partire dall’inizio, come accaduto nelle tre gare precedenti e come accadrà fino all’infortunio che lo costringerà a saltare le partite (poi perse) contro Virtus Segafredo Bologna e Germani Brescia, con il rientro nella vittoria casalinga contro il Banco di Sardegna Sassari; non teme di passargli un accendino per bruciare le fantomatiche tappe, perché con Matteo Spagnolo il futuro ha sempre anticipato il presente. E dunque va in campo, scrollatosi l’emozione dell’esordio assoluto - nella sconfitta in Supercoppa Italiana contro Sassari, con un tremolante 1/9 dal campo - e con una costante fiducia nei suoi mezzi. D’altronde a settembre, in un’intervista sul canale YouTube di Airness, aveva dichiarato che il suo obiettivo per la sua prima stagione da professionista fosse quello di migliorare a 360°, dall’approccio in difesa alla gestione della squadra sull’altro lato del campo. Sta andando bene, ma non abbastanza: “Penso, soprattutto in base alle mie sensazioni, man mano che vanno avanti le partite e il campionato, di essere sempre più a mio agio: sto migliorando in difesa e dal punto di vista delle letture offensive. Ma quel che dico sempre è che ogni giorno si può fare di più: devo continuare a migliorare”.

Il terzo quarto di Matteo Spagnolo contro Varese è una sfilata d’alta moda in cui viene presentato al panorama cestistico nazionale - e non solo, visto l’interesse sfoggiato da diversi esperti d’Oltreoceano in ottica Draft NBA, per ultimo l’analista di ESPN Mike Schmitz, presente a Cremona per visionarlo nell’89-80 contro i sardi - tutto ciò di cui il talento con la maglia numero 9 dispone nel suo arsenale. I primi due punti della seconda frazione di gioco arrivano con un’elegantissima conclusione in sospensione dal midrange, seguiti da un P&R con Jamuni McNeace che fa perdere la testa tanto al suo diretto avversario (Alessandro Gentile) quanto al lungo biancorosso (John Egbunu). A proposito del numero 15 di Varese, non manca anche una penetrazione senza il minimo timore di essere neutralizzato proprio dal colosso nigeriano: noncurante della differenza fisica con uno degli intimidatori difensivi più impattanti delle ultime stagioni in LBA, lo attacca, sfrutta il contatto, rimane sospeso in aria per qualche frazione di secondo e si appoggia al vetro. Ma è sul +14 cremonese - giunto anche grazie ad altri due punti del talento classe 2003, uscito perfettamente dai blocchi per insaccare un altro tiro dalla media - che si cristallizza una delle giocate più belle di questa prima parte di campionato. Riceve palla lontano da canestro, sfrutta il blocco di Ismael Sanogo per liberarsi di Giovanni De Nicolao e innesta la penetrazione ai danni di Paulius Sorokas. Due palleggi di mancino, cambio di mano e la magia: il lungo lituano perde i sensi davanti al gioco di prestigio di Spagnolo, che la fa passare dietro la schiena e cerca il tabellone con la mano sinistra, quella allenata chissà quante migliaia di volte in allenamento, fin dalle prime allacciate di scarpe con l’Aurora Brindisi e la Mens Sana Mesagne. Un highlight da veterano, un canestro che ci si aspetterebbe da un Milos Teodosic, un Sergio Rodriguez; oppure da Facundo Campazzo e Sergio Llull, la cabina di regia per antonomasia se si parla di Blancos, con cui il brindisino ha avuto modo di confrontarsi negli anni della cantera madridista: “Ho sempre cercato di rubare il più possibile da tutti e in maniera particolare da Facu e Sergio, soprattutto in allenamento: stiamo parlando di due persone fantastiche, veri e propri leader sia in campo che fuori, due giocatori sempre pronti ad aiutare i giovani. Tu chiedevi consigli e loro te li davano tranquillamente”.

Forse un’attitudine dello spagnolo e dell’argentino, o ancor più probabilmente una vera e propria filosofia che si respira da quelle parti, come dimostrato nella recente vittoria del Real Madrid trascinato dai propri giovani contro il CSKA Mosca in Eurolega. Matteo Spagnolo ci ha vissuto tre anni, vincendo due Euroleague ANGT - nel 2019 e 2021, con quest’ultimo chiuso con i trionfi di Istanbul (contro la sua ex Stella Azzurra) e Valencia a medie da 14.2 punti, 6.2 rimbalzi e 4.8 assist in cinque gare, facendo brillare gli occhi a milioni di appassionati con giocate sopraffine - e respirando a pieni polmoni l’essenza della parola “fiducia”: “Il Real Madrid ha fiducia nei propri giovani e sa che nel momento di emergenza si può contare su di loro: ci sono ragazzi che possono stare a quel livello e l’hanno sempre dimostrato. Dopo la loro chiamata e vedendo la struttura dal vivo, ho avuto la classica sensazione del tipo “questa è una cosa grossa”. Sono entrato nel Real Madrid senza grandi aspettative, perché dopotutto si tratta del club migliore d’Europa; con il passare del tempo, mi sono reso conto che lì ci stavo e giocavo bene, dimostrando il mio valore ogni giorno. Pian piano, ho capito che questa sarebbe potuta diventare una bella carriera. Entrare in campo con la maglia del Real, rappresentando quello scudo, è un’emozione indimenticabile”.

La sua è un’avventura da romanzo con sensazioni da lettura contrastanti. I capitoli finora scritti da Matteo Spagnolo sono pochi, considerando che la data di nascita recita “10 gennaio 2003”, ma al contempo ricchi di esperienze e sfide inedite. È la famiglia che lo cresce a pane e pallacanestro, secondo il volere di papà Fabio - volto noto nelle categorie inferiori pugliesi, con il sangue che non mente -, ma è proprio staccando il cordone ombelicale che muove correttamente le pedine per gli scacchi matti destinati ad arrivare negli anni a venire, come le dimostrazioni sul campo di cui sopra. Dopo aver intrapreso questo percorso in maniera “ordinaria”, come tutti i piccoli che si innamorano della pallacanestro, per Matteo arriva - prima del trasferimento in Spagna per entrare nel centro di sviluppo delle Merengues - la Stella Azzurra:Quando ho toccato per la prima volta un pallone da basket penso di aver avuto all’incirca 3 anni: mi andai ad allenare in un palazzetto vicino a casa mia, con qualche bambino più grande. Crescendo, ho sviluppato questa grande passione, mettendoci tanto lavoro ma sempre con il sorriso. Da Brindisi sono passato a Mesagne, che è una grandissima società composta da persone fantastiche che porterò nel cuore per sempre. Già dalla chiamata della Stella Azzurra potevo iniziare a pensare al basket come un possibile futuro lavoro. Facendo le prime esperienze senior con la Serie B da così giovane ho potuto accelerare il processo di crescita: confrontarsi contro persone più grandi, con già un discreto bagaglio di esperienza, ti aiuta a maturare”. Ci avevano visto lungo su quel ragazzino, capace di vivere due prestazioni da 78 e 77 punti (sì, avete letto bene) nel giro di un mese e mezzo in U13 pugliese. E dunque Matteo brucia le tappe, come quando fu necessaria una deroga per farlo esordire in Serie B, proprio con la Stella Azzurra, all’età di 14 anni, 9 mesi e 4 giorni.

Arriva il Real, la pelle d’oca delle prime settimane e l’esperienza scolastica che gli ha permesso di migliorare sia l’inglese che lo spagnolo. Arrivano gli attestati di stima di pilastri della panchina come Pablo Laso - diverrà celebre e virale un timeout dell’allenatore iberico in cui striglia il giovane brindisino, con la classica sensazione che l’abbia fatto “per il suo bene” - e Meo Sacchetti, che pochi giorni prima delle chiusure obbligate causa Covid-19 dirama la seguente lista dei convocati per le sfide di qualificazione a EuroBasket 2022: “Spissu, Fontecchio, Tessitori, Ricci, Bortolani, Baldi Rossi, Ruzzier, Tambone, Vitali, Totè, Akele, Spagnolo”. La Russia viene schiacciata 83-64 e Matteo trova anche un and-one dopo una delle sue penetrazioni senza paura contro Grigory Motovilov. È una bella serata, una di quelle che non dimentichi:L’esordio in Nazionale è senza dubbio una delle emozioni più belle che ho provato nella mia vita, probabilmente la più bella: in casa, a Napoli, con gli spalti infuocati e il palazzetto pieno. Si è sentito il calore dei tifosi in una serata che si è tramutata in vittoria. Non poteva andare meglio. In più, fin dal primo momento mi sono trovato benissimo con tutto il gruppo in generale. Andiamo sempre ad allenamento col sorriso sulle labbra, scherzare a tavola è diventato una prassi: si vive veramente un bello spirito in Nazionale”.

Dirà la sua anche in gare successive contro Estonia e Macedonia, partendo da titolare nelle sfide del febbraio 2021. Due sconfitte, in cui però Spagnolo si rende protagonista: innesca i compagni da metronomo - è lui a fornire l’assist per i primi 3 punti in Nazionale di Gabriele Procida - e tira fuori dal cilindro canestri da cineteca. Inoltre, nella rimonta del quarto e ultimo periodo contro gli estoni che porta al 94-94 e al conseguente overtime, sono cruciali alcune sue giocate, come la finta di passaggio in angolo per andare a concludere e due canestri in sospensione dopo essersi allontanato col corpo: quella che potrebbe diventare una signature move, come visto anche in questi suoi primi mesi in LBA, con Cremona, dove ha trovato la coppia Galbiati-Poeta: allenatore e capitano, un duo che aveva trovato fortune a Torino e che si è consolidato nel progetto Vanoli, risalendo dalle ceneri nell’estate 2020. Gli elementi fondanti di questo spogliatoio, con cui Matteo Spagnolo si sta trovando alla grande: “Quando avevo già deciso di andare a Cremona ero in ritiro con la Nazionale maggiore, dove c’era Paolo, con cui abbiamo avuto già modo di parlare di cosa mi avrebbe riservato questa nuova avventura. Sia Coach Galbiati che Peppe Poeta sono due persone fantastiche, con tanta passione per il basket: mi stanno aiutando tanto, e Peppe è un grandissimo leader. Mi sta dando buoni consigli e alcuni trucchetti sulle giocate di furbizia che tira fuori ogni tanto…”. Sono sintomatici, a riguardo, le presenze nel quintetto titolare e il minutaggio tanto di Poeta quanto di Spagnolo, entrambi costretti a saltare alcune gare per infortunio: il primo non è mai partito dall’inizio e viaggia a 16.8 minuti di media, il secondo non si è mai alzato dalla panchina a gara in corso e trascorre 26 minuti sul parquet a ogni apparizione. Considerando anche la presenza di David Cournooh, si tratta di un reparto in cabina di regia tutt’altro che inadeguato. Eppure, complici alcuni cambiamenti nel roster e una serie di acciacchi fisici alquanto debilitanti, la Vanoli Cremona occupa attualmente la penultima posizione in classifica, in una lotta salvezza che si preannuncia serrata con compagini come Fortitudo Kigili Bologna e Openjobmetis Varese, tra le altre. A tal proposito, è stato importante per il numero 9 e compagni imporsi nello scontro casalingo contro la Dinamo Sassari. Un bel regalo di compleanno anticipato per Matteo Spagnolo, che non desidera altro che aiutare la squadra a raggiungere quella continuità di risultati tanto auspicata in questa prima parte di stagione: “La cosa importante è essere sempre compatti, anche e soprattutto nei momenti di difficoltà che ci possono essere misurandosi in partite contro giocatori molto forti come quelli che si trovano in ogni squadra di Serie A. Bisogna mantenere la testa collegata, reagendo nel momento del bisogno. Siamo un bellissimo gruppo e abbiamo avuto alcuni inconvenienti dal punto di vista degli infortuni, ma non voglio prenderlo come alibi. Ci alleniamo tanto e duramente: puntiamo a migliorare per cercare di portare a casa più punti possibili. Dall’immediato futuro vorrei tornare a vincere tante partite con Cremona, arrivando nella migliore posizione possibile in classifica. A me piace tanto vincere e a dire la verità sono stato tanto abituato in questa maniera, visto che al Real Madrid non si perdeva quasi mai. Dunque, l’obiettivo è vincere e migliorare, sia dal punto di vista fisico che tecnico, arrivando all’estate e lavorando duro per poi vedere che cosa mi riserverà il futuro”. Quel futuro che, per Matteo Spagnolo, un ragazzo che oggi fa 19 anni, ha sempre anticipato il presente. Magari per rubargli il pallone e fare un canestro dei suoi.

 

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