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EA7 Emporio Armani Milano, presentati Tonut, Pangos, Thomas e Voigtmann: "Siamo grati dell'opportunità di essere qui"

EA7 Emporio Armani Milano, presentati Tonut, Pangos, Thomas e Voigtmann: "Siamo grati dell'opportunità di essere qui"

Deshaun Thomas è stato uno dei giocatori più continui della prestagione dell’Olimpia. In tutte le gare è andato almeno in doppia cifra usando il suo gioco dentro e fuori. “Ci piace la sua versatilità”, ha detto il general manager Christos Stavropoulos. Ecco le dichiarazioni principali rilasciate durante la presentazione ufficiale di oggi.

Sulla scelta di venire a Milano – “La parte delle trattative la gestisce il mio agente, io ho scelto Milano perché penso sia il posto giusto per me, conoscevo alcuni giocatori, la squadra è competitiva e ritengo di potermi trovare a mio agio. Le prime sensazioni hanno confermato la mia scelta. Sono stato scelto dai San Antonio Spurs, conoscevo Coach Messina, sapevo cosa attendermi, quale sia la cultura del lavoro che c’è qui. Sono qui come i miei compagni per ripetere la storia che Milano ha già costruito. Ho trovato un’organizzazione estremamente efficace, che ti mette nelle condizioni di dare il meglio”.

Sul suo utilizzo da ala piccola – “L’ho fatto a Barcellona praticamente tutto l’anno, e sporadicamente anche altrove. Tutti dicono che quando gioco da 3 sono un mismatch da incubo. Penso sia vero. Si tratta di scegliere quale veleno ingerire, potendo giocare dentro e fuori. Credo che sarà un’arma per noi, ancora di più in quintetti con Shavon Shields da 2 molto grandi come taglia”.

Su che giocatore sia – “Sono un giocatore umile, che fa quello che serve alla squadra per vincere, sono versatile, ma soprattutto sono molto allenabile. Questo è quello che vedrete”.

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Johannes Voigtmann è arrivato a Milano ieri pomeriggio e da Linate si è trasferito subito a Technogym-Milano per la sua prima conferenza stampa da giocatore dell’Olimpia. “Anche lui può giocare in due ruoli, ala forte e centro, può tirare da fuori ed è esperto, quindi sarà sicuramente molto importante per la nostra squadra”, ha detto di lui il general manager Christos Stavropoulos. Ecco cos’ha detto Voigtmann.

Sugli Europei – “Sono ancora emozionato per quanto è successo nelle ultime due settimane, la medaglia di bronzo vinta mi dà grande entusiasmo che posso tentare di portare con me in questa parte della stagione. Naturalmente, sotto l’aspetto mentale c’è un po’ di stanchezza, ma il calendario non permette pause. Dobbiamo andare subito in campo e cercheremo di farlo al meglio”.

Su Milano – “Sono appena arrivato, ma come tutti i miei compagni sono felice di giocare per un club prestigioso e con compagni di questo livello. Abbiamo tutto per provare a fare qualcosa di speciale. Conosco molti dei giocatori che troverò qui, con qualcuno anche solo per averci giocato contro e mi piace”.

Sulla lunga trattativa necessaria per venire a Milano – “Non è stata l’ideale né per me né per il club, ma alla fine è importante che sia potuto arrivare qui nei tempi giusti. Volevo la soluzione ideale per la mia carriera e credo di averla trovata”.

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Kevin Pangos è il giocatore che Milano voleva come playmaker. È il giusto mix di esperienza, carisma, leadership, le qualità adatte al ruolo. “Volevamo lui e nessun altro, siamo felici che sia qui”, dice il general manager dell’Olimpia Christos Stavropoulos presentandolo ai media.

Su Milano – “Ho trovato un’organizzazione fantastica, tutti sono super motivati e gentili, ti mettono nelle condizioni di dare il meglio. Credo ci siano le condizioni per ottenere qualcosa di speciale. Cercavo la soluzione migliore per la mia carriera e ho avuto momenti di incertezza per quello che stava accadendo con il CSKA poi le cose sono andate nel modo giusto”.

Sulla presenza in squadra di giocatori a lui familiari – “È incredibile come i nostri cammini ci abbiano riunito. Naz, Billy, Brandon sono bravi ragazzi ma per me sono anche grandi amici. Questo in campo ci aiuterà”.

Sulla presunta eredità di Sergio Rodriguez – “Ho il massimo rispetto per Chacho come giocatore e persona, per quello che ha fatto in carriera. Ma come giocatori siamo differenti e io non sono preoccupato del confronto, penso solo ad essere me stesso e usare le mie armi migliori”.

Sulla sua reputazione come leader – “Credo che dipenda dai miei genitori. Mio padre è stato un allenatore per tanti anni e io ho avuto fin da molto piccolo la possibilità di conoscere tante persone nel mondo del basket da cui imparare. È nato tutto da lì”.

 

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C’è stato un passaggio chiave nella presentazione di Stefano Tonut. E’ stato quando, come punto nell’orgoglio, dopo aver sottolineato con grande umiltà che “devo migliorare in tutto per salire di livello” ha anche aggiunto che “porterò la mia esperienza, che non è quella dei miei nuovi compagni, ma ho 28 anni e qualcosa anche a livello internazionale ho fatto”. “Tonut l’abbiamo seguito per tanto tempo, lo sapete tutti, sapete anche che sono un convinto sostenitore della necessità di avere italiani di qualità, ma sono convinto che lui possa darci tanto anche in EuroLeague non solo in campionato”, ha detto il general manager dell’Olimpia, Christos Stavropoulos.

Sul suo arrivo a Milano – “Dire che sono felice è riduttivo. Giocare in EuroLeague con uno staff e giocatori formidabili era la mia ambizione. Cercherò di portare la mia energia e l’esperienza maturata con la Reyer, anche a livello europeo che non è quella dei miei compagni ma qualcosa vale, ho 28 anni, e poi proverò ad imparare da tutti loro, anche solo con gli occhi”.

Sul passaggio da Venezia a Milano – “Questa è una opportunità per la mia crescita. Venezia è stata un’esperienza bellissima, lungo sette anni, questo è il posto giusto per l’opportunità di fare uno step. Alla fine sarà un percorso quotidiano importante per me, che nascerà dal confronto con Coach Messina e Christos Stavropoulos, per poi andare ad affrontare i migliori giocatori d’Europa ed è quel che cercavo.

Su dove deve migliorare – “Tutto. In tanto. Sono uno che vuole migliorare ogni giorno. Ma quando dico che devo migliorare in tutto non sto scherzando, è quello che intendo fare. Posso indicare nel tiro e nel palleggio i fondamentali nei quali più ho bisogno di avere continuità, di perfezionarmi, ma in realtà voglio crescere in ogni aspetto, perché a questo livello tutto è importante e soprattutto lo è farsi trovare mentalmente pronto”.

Sull’esperienza in Nazionale – “Mi porto dietro l’esperienza di partite di livello altissimo, prima ancora di cominciare la stagione. Fisicità ed esperienza in partite che contano, in cui ogni possesso è fondamentale, aiuta a portarti dietro i dettagli che a questi livelli sono spesso la differenza tra vincere e perdere”.

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