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UNAHOTELS Reggio Emilia, l’analisi di Menetti: “Abbiamo cercato di inserire i pezzi giusti nel roster. Ponitka? Dopo questo Europeo era difficile potesse approdare da noi”

Il coach biancorosso ha parlato sul “Corriere dello Sport”

UNAHOTELS Reggio Emilia, l’analisi di Menetti: “Abbiamo cercato di inserire i pezzi giusti nel roster. Ponitka? Dopo questo Europeo era difficile potesse approdare da noi”

Intervistato da Elisabetta Ferri sul “Corriere dello Sport”, il coach della UNAHOTELS Reggio Emilia, Max Menetti, ha parlato dell’accordo che ha portato Mateusz Ponitka al Panathinaikos: “Dopo un Europeo del genere era difficile che potesse ancora approdare da noi e onestamente mi pareva strano che le squadre di Eurolega continuassero a dormire. Io sapevo di poterci contare solo per un determinato periodo. E avendo deciso di ripuntare su Olisevicius, che mi piace molto, sono sollevato nel sapere che fra due-tre settimane sarà in grado di rientrare. Per Strautins, invece, è più lunga: lo aspettiamo per dicembre”.

Oltre alle due ali, la UNAHOTELS ha mantenuto l’ossatura della passata stagione, soprattutto con l’asse Cinciarini-Hopkins/Diouf: “È tornata ad essere la Reggio che programmava perché su un gruppo che aveva fatto bene abbiamo cercato di inserire i pezzi giusti. Il club aveva confermato Olisevicius già a febbraio e a fine stagione trattava per trattenere anche Hopkins e Cinciarini, operazioni che avrei chiesto se non fossero state fatte. Strautins e Diouf avevano già il contratto, così siamo ripartiti nel segno della continuità”.

Menetti ha anche elogiato il nuovo capitano, Andrea Cinciarini: “Ho trovato un atleta e un giocatore non solo maturato, ma anche migliorato fisicamente. Credetemi, oggi Andrea è migliore di quando lo incontrai 12 anni fa a Montegranaro perché sa prendersi cura del suo corpo. La base dei veterani sono le motivazioni e quelle di Cincia sono fortissime. Credo che una squadra più strutturata come la nostra può fare anche meglio dell'anno scorso”.

Il club biancorosso è pronto anche a tornare a casa al PalaBigi, fattore che peserà moltissimo: “Tanto, perché il lavoro fatto è molto bello ed è piacevole potersi presentare in una veste del genere. Il PalaBigi era magari inespugnabile ma oggettivamente brutto, gli spogliatoi avversari impresentabili. La città sente questo profumo di nuovo, non di rifatto, in un impianto che aveva più di 60 anni”.

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