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150 anni fa nasceva la Reyer Venezia: il racconto della sua storia gloriosa

150 anni fa nasceva la Reyer Venezia: il racconto della sua storia gloriosa

Iniziano oggi le celebrazioni per il compleanno della "Società Veneziana di Ginnastica Costantino Reyer" oggi Umana Reyer Venezia che venne fondata esattamente 150 anni fa nella Sala Palladio dell'ex Istituto Tecnico e Nautico.

Il primo Evento è organizzato da Umana Reyer e dall’istituto Andrea Barbarigo di Venezia ed è una conferenza, alla presenza degli studenti, che si svolge oggi nell'aula magna dell'Istituto e che vedrà partecipare Paolo Bettio, responsabile marketing dell'Umana Reyer, Giorgio Crovato, storico veneziano e scrittore del libro sulle origini degli sport moderni a Venezia, Francesca Pan e Michael Bramos, capitani delle prime squadre orogranata.

Al termine della conferenza, in cui si parlerà della Reyer e della sua storia, è previsto un momento celebrativo nella sala in cui la Reyer fu fondata il 16 novembre 1872. Di seguito ripercorriamo la storia della Reyer.

La Reyer è una delle società storiche della pallacanestro italiana che ha saputo scrivere anno dopo anno storie e pagine differenti, avendo avuto sempre la forza e la capacità di esserci sempre dalla promozione in A1 da outsider, prima cancellata e poi riconquistata grazie anche alla costante passione per la pallacanestro della città.

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I successi più illustri raggiunti dal club orogranata sono stati lo Scudetto del 2017 e del 2019, con l’intermezzo del primo trionfo europeo della FIBA Europe Cup 2018 e la successiva Coppa Italia 2020.

Quest’ascesa della Reyer è legata principalmente alla figura di Luigi Brugnaro, alla sua visione dello sport come momento di crescita delle persone in quanto tali, prima che delle stesse come atleti. Tali prìncipi sono gli stessi che ispirarono 150 anni fa coloro che vollero la nascita della società, ossia i due amici Costantino Reyer e Pietro Galli, che unirono passione ed entusiasmo nel cercare di diffondere una nuova idea di educazione fisica nell’Italia appena unita. Ben presto questa società allargò il proprio ambito di attività a voga, scherma, nuoto, tamburello, calcio, pugilato e infine il basket.

La pallacanestro arrivò in Laguna nel 1907 sull’Isola di Sant’Elena con Ida Nomi Venerosi Pesciolini che ha organizzato la prima esibizione ufficiale del nuovo sport proprio a Venezia. Passano sette anni e, nel 1914, la Società Sportiva Reyer trova finalmente una palestra di grandi dimensioni e spazi per tutta la miriade di attività svolte. Il nuovo sito non è un posto qualsiasi, bensì la Scuola Grande della Misericordia eretta nella metà del XIV Secolo dal Sansovino a Cannaregio, nel cuore del centro storico veneziano. Successivamente, nel 1925 nasce all’interno della polisportiva Reyer la sezione pallacanestro, destinata a divenire in breve tempo il settore trainante del sodalizio sportivo veneziano. Al piano superiore della Misericordia, nell’immenso salone caratterizzato da affreschi alle pareti, troverà spazio il campo da basket. La particolarità dell’edificio farà si che a tutt’oggi la Misericordia sia considerata uno dei templi della pallacanestro italiana per la sua unicità.

I primi trionfi arrivano negli anni Quaranta, in quanto la Reyer vince due scudetti, nel 1941/42 e nel 1942/43. I nomi dei campioni costituiscono ancora adesso il mito di color granata e rispondono ai nomi di De Nardus, Fagarazzi, Garbosi, Montini, Penzo e dei fratelli Stefanini. Straordinaria la bravura di Sergio Stefanini, detto Caneon considerato, all’epoca, il miglior giocatore italiano e forse europeo. Il terzo scudetto reyerino, dopo la mancata omologazione del titolo del 1944, arriva nel 1946, stavolta grazie alla squadra femminile.

Dopo questo decennio di successi, la Reyer retrocede prima in B (nel 1956/57) e poi in C, prima di ritornare in Serie A nel 1963/64. Con Steve Hawes ad inizio anni ‘70, il club compie un importante salto di qualità, scoprendo la necessità di giocare in un nuovo palazzetto e di lasciare la storica Misericordio. Nel 1977 avviene perciò il trasferimento al PalArsenale, un impianto in grado di ospitare fino a 4000 persone e con questi anche i cordoni delle borse che schiudono le porte ai più forti campioni mai arrivati in laguna, come Spencer Haywood e Drazen “Paja” Dalipagic. Quest’ultimo ha anche realizzato una delle più importanti prestazioni nella storia della Reyer, ossia i 70 punti segnati contro un’altra grande del basket italiano come la Virtus Bologna.

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Haywood e Dalipagic sono stati anche i punti di riferimento della Reyer che nel 1980/81 ha raggiunto la promozione in A1 e la finale di Coppa Korac persa in volata (105-104) a Barcellona contro la Joventut Badalona.

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Nel 1995/96, avviene poi l’ulteriore trasferimento al Taliercio di Mestre, palcoscenico della vittoria in Gara 5 della finale playoff contro Rimini e della promozione cancellata dal fallimento societario di pochi mesi prima. Si riparte così dal fondo della Serie C2, dalla fusione con la società Chirignago-Gazzera, espressione di un quartiere di terraferma della città. La nuova scalata è lunga e incontra la passione “solidamente visionaria” di un “gigante” come Luigi Brugnaro nel 2006, anno del suo arrivo come presidente della nuova realtà societaria che ha riunito le formazioni maschili (appena promossa in B1) e femminili (stabilmente in A1). Si tratta di un progetto non solo sportivo ma anche sociale e culturale che si propone come principale fenomeno di aggregazione su scala metropolitana. La nuova visione societaria punta, inoltre, anche a far crescere il più possibile il settore giovanile avviando una rete sempre più estesa di collaborazioni che ne favoriscano il radicamento sul territorio metropolitano.

Da quel momento in avanti, ritornano anche i successi sportivi, partendo dal ritorno della squadra maschile tra i professionisti in LegaDue nel 2008 e dal nuovo approdo in Serie A nel 2011, al termine della lunga battaglia portata avanti con caparbietà e fierezza dalla società per difendere i diritti sportivi guadagnati sul campo, trovando alla fine pieno riconoscimento delle proprie istanze nel pronunciamento dell’Alta Corte di Giustizia Sportiva. Sul fronte femminile nella stessa estate l’Umana Reyer, che nella stagione 2008/2009 era arrivata fino alla finale scudetto, riparte volutamente dalla serie B Nazionale con una squadra composta da giovani atlete del settore giovanile da professionalizzare.

Anche il settore giovanile è lo specchio di un progetto che continua a crescere attraverso il Progetto Reyer che coinvolge oltre 3500 giovani atleti del territorio della Venezia metropolitana: se nel 2009 la formazione Under 19 femminile conquista lo scudetto, nella stagione 2011-2012 è la formazione Under 15 maschile ad aggiudicarsi il primo tricolore della storia reyerina in ambito giovanile maschile. Il settore giovanile comunque funge da punto di riferimento per le nuove generazioni per le famiglie del territorio e il “Progetto Reyer” vede coinvolto sempre più società ed atleti, oltre che un’attenzione sempre più accentuata verso le nuove generazioni sino “dalla culla”, proseguendo poi con il minibasket fino al grande torneo scolastico della “Reyer School Cup” che coinvolge decine di istituti superiori del territorio.

Tutto questo, unito ai successi dell’ultimo lustro di entrambe le formazioni maschile e femminile (vincente recentemente della Supercoppa 2020 e dello Scudetto 2020/21), racchiude l’eccellenza di un club che ha fatto la storia della pallacanestro italiana. Tutto questo è, in una parola, “Reyer”.

 

Photo Credit: Ciamillo-Castoria e Archivio Superbasket

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